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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Editoriale – Donna vittima del bullismo sociale, mostra le sue medaglie con orgoglio

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Editoriale – Donna vittima del bullismo sociale, mostra le sue medaglie con orgoglio
21 Maggio
22:15 2020
(di Anna Ammanniti) Le donne nel 2020 sono ancora oggetto di “bullismo” da parte di uomini mediocri, pronti l’8 marzo a regalare mazzi di mimose e a elargire auguri a tutte le donne del mondo, dimenticando che il rispetto vale molto di più di un profumato fiore.

Sembravano pratiche abbandonate nel tempo, l’uomo con la scienza progredisce e con essa si spera anche l’intelligenza, ma ahimè non è per tutti! Che sia esso l’ambito lavorativo, sociale o familiare, quando un uomo si trova di fronte a una donna forte, coraggiosa e valida, non riesce a sopportarlo e cerca di sopraffarla con la violenza verbale perpetrata alle sue spalle (ha timore di farlo a tu per tu) e nei peggiori dei casi con quella fisica. Una sorta di bullismo teso a intimorire e a sottomettere. Purtroppo sfugge a questi uomini piccoli che la donna forte non si piega davanti a nulla e soprattutto davanti al nulla che essi stessi rappresentano. La donna valida, quella forte, spaventa in particolar modo questi soggetti, non riescono a controllarla non la piegano alla loro volontà e allora ricorrono a tattiche a volte sottili e subdole che secondo loro vanno ad indebolirla. Queste tattiche sono simili tra di loro, hanno lo stesso comune denominatore, legato al bullismo sociale. Ostracismo, isolamento e pettegolezzi, piuttosto che bullismo verbale a tu per tu. Loro stessi si definiscono grandi uomini (spesse volte neanche lo specchio riesce a percepire la loro immagine), ma davanti alla donna in questione abbassano lo sguardo per poi diventare bulli nei loro comportamenti biechi. Non riescono a comprendere che ogni atteggiamento aggressivo diventa per la donna una medaglia in più da indossare con orgoglio. Il morbo del maschilismo è ancora molto presente nella nostra società, nonostante sul calendario si legga 2020. In passato veniva manifestato almeno con più coraggio, oggi i sostenitori di questa falsa convinzione di essere superiori alla donna la esteriorizzano con più ipocrisia. Sono però lontani quei tempi in cui la donna doveva obbedire perché “analitica e non sintetica”. C’era chi addirittura affermava che la donna non doveva usufruire del diritto elettorale, perché nello Stato essa non doveva contare. Eh sì, qualcuno in passato amava assegnare alla donna un ruolo di inferiorità e di subordinazione al maschio. Passano gli anni ma chi ha quel semino dal sapore di rancido, di “andato a male” nel cervello, non si evolve e non va al passo con i tempi. A tanti, ma per fortuna non troppi, piacerebbe ancora estromettere le donne dalle pratiche sociali, dal voto dal lavoro extradomestico, piacerebbe ancora controllare le nascite e cercare di estirpare quegli atteggiamenti volti all’affermazione della donna. Questi uomini mediocri di oggi, il riferimento è per gli “omini” (uomo in edizioni mini), vorrebbero sottomettere la donna e non riescono ad accettare i suoi successi. Vorrebbero che la donna fosse obbediente e lo fosse pure con gioia e come qualcuno ha dichiarato e inciso nella storia, la donna nello Stato non deve contare. Qualcuno che, rincarnatosi in alcuni soggetti giovani e questo desta immensa preoccupazione, pensa ancora oggi che la donna abbia una “indiscutibile minore intelligenza”, ma quel qualcuno dimentica che la democrazia non permette a nessuno di esprimersi e di comportarsi come un secolo fa. Queste persone andrebbero rieducate con un buon libro. Quando poi comprendono che nella realtà nessuno può sottomettere nessuno, reagiscono con violenza, ma nessuna azione meschina può scalfire una donna forte, rasserenatevi.

Anna Ammanniti

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