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Editoriale – Coronavirus, chiudere ancora tutto? No, meglio osservare le regole!

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Editoriale – Coronavirus, chiudere ancora tutto? No, meglio osservare le regole!
18 Ottobre
14:27 2020
( di Anna Ammanniti) Ora sappiamo come affrontare il virus. All’inizio di questa pandemia non sapevamo di che portata fosse il nemico e come potevamo tenerlo a bada. Ora dopo 8 mesi siamo in grado di raggirarlo e non è più necessario chiudersi in casa.

Le attività commerciali, le scuole, gli impianti sportivi vanno tenuti aperti. Il Coronavirus non è un’influenza passeggera, sette giorni a casa e finisce tutto. La questione Covid è ancora parecchio lunga, fino a quando non sarà pronto il vaccino, dobbiamo quindi rassegnarci a convivere con il virus. Chiudendoci di nuovo dentro casa, il virus stoppa momentaneamente la sua galoppata, ma non appena rimettiamo il naso fuori, inizierà di nuovo il contagio. Le attività commerciali non possono essere fermate, si rischia di peggiorare ancora di più la situazione economica del Paese. Non si possono chiudere le scuole, non si può privare gli studenti di un ambiente importante come la scuola, si rischia di compromettere fortemente il loro profilo psicologico e in più, a dirla tutta, all’interno della struttura scolastica è tutto sotto controllo. Stesso discorso vale per le strutture sportive. La scuola e lo sport sono due luoghi fondamentali di aggregazione. Si possono frequentare con le dovute attenzioni. Il nodo cruciale sono i trasporti pubblici. Pieni zeppi come se il virus non ci fosse e qualcuno fa obiezioni con le mascherine. Il controllore deve controllare, è pagato per fare ciò, chi è di competenza deve trovare la soluzione a ciò che accade all’interno dei mezzi pubblici. Per alleggerire il trasporto pubblico si potrebbe puntare sullo smart working e attingere ai fondi messi a disposizione dal governo per aumentare mezzi e personale. Appellarsi al senso di responsabilità di ogni individuo può essere un’utopia, ma ognuno di noi deve essere consapevole che nel momento in cui trasgredisce vede andare all’aria la propria attività, il lavoro, la scuola e quant’altro. Si può chiedere senso di responsabilità ai negazionisti? Certo, perché anche loro fanno parte della società e nel momento in cui non rispettano le regole devono sentirsi arginati ed esclusi. Se vedete una persona senza mascherina allontanatela da voi e continueremo a tenere aperte le attività, le scuole e lo sport. I controlli devono essere potenziati, per strada e nei locali. Se entro in un locale e vedo affollato vado via. Se sono il titolare di un locale faccio rispettare le regole, meglio lavorare di meno oggi che chiudere del tutto domani. Se non si vuole mettere un freno alla vita di tutti, bisogna rispettare le regole. Chi non lo fa deve sentire sulla coscienza il peso di eventuali chiusure, coprifuoco ecc. ecc. La soluzione non è chiudere, basterebbe osservare le tre regole “mascherine, distanziamento e mani igienizzate spesso.”  La vita deve continuare, facendo attenzione al virus ma non smettendo di vivere.

Anna Ammanniti

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