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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Editoriale Anagni – Il sindaco, il valore e la bellezza delle istituzioni

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Editoriale Anagni –  Il sindaco, il valore e la bellezza delle istituzioni
23 Giugno
11:35 2018
(di Anna Ammanniti) Dopo due turni di votazioni, gli elettori chiamati di nuovo alle urne, sceglieranno chi sarà il prossimo amministratore della città, da lunedì Anagni avrà infatti  il suo 24esimo sindaco della storia, dopo il 1946.

Il primo sindaco del dopoguerra fu Giovanni Giminiani, l’ultimo è stato Fausto Bassetta. Il governo anagnino ha avuto nella sua storia quattro commissariamenti, il primo nel 1963 con il dott. Bruno Rozera, poi tre consecutivi: nel 2008 e 2013 il dott. Ernesto Raio e da febbraio del 2018 fino all’elezione del nuovo sindaco di domani, 24 giugno, il dott. Massimo Di Donato.

Sono in corsa per la guida di Palazzo D’Iseo due candidati a sindaco: Daniele Natalia e Daniele Tasca e domani il secondo turno delle elezioni amministrative, svelerà il nome di chi sarà il primo cittadino che governerà la città papalina per i prossimi cinque anni. Non è importante il nome del prossimo sindaco, sia esso Natalia o Tasca, o nel futuro quello dei prossimi candidati, è essenziale il concetto di essere sindaco, la sua capacità dell’essere primo cittadino, colui che deve incarnare il valore e la bellezza delle istituzioni. Le istituzioni considerate come punto di aggregazione della collettività e l’intera società che riconosce nella persona che rappresenta l’istituzione, il conductor (sindaco) dei cives (cittadini).  Il sindaco è la persona che deve avere nei confronti della città il massimo rispetto, perché la sente propria e perché lui stesso è nella facoltà di aggregare tutte le forze. Lui non è il rappresentante di una singola parte, di una fazione o di un colore politico, ma è espressione di tutta la città. Il sindaco, deve avere in sé le qualità e gli obblighi di un buon capo di governo, egli rappresenta le istanze di tutti i cittadini. Chi da lunedì andrà a governare Anagni, non dovrà essere il rappresentante di una parte della città piuttosto di un’altra, non dovrà avvantaggiare una parte della collettività, piuttosto che un’altra, ma dovrà fare gli interessi di tutta la comunità. Il primo cittadino è il rappresentante di tutti i cives, titolari di un pubblico interesse, è colui che deve puntare a realizzare gli obiettivi e a tutelare gli interessi dell’intera collettività. Deve impegnarsi a soddisfare i bisogni del popolo, che siano essi relativi alle strade asfaltate, ai servizi scolastici, al rispetto della legalità, ai controlli e alle verifiche, tutto deve essere sempre e comunque finalizzato a quello che è l’interesse collettivo. In una società in cui i valori stanno rotolando giorno dopo giorno, in fondo ai vicoli più scuri e ciechi, è necessario riprendere in mano il senso dell’essere conductor, recuperare il valore e la bellezza delle istituzioni, ridare rilievo a colui che deve guidare la città, per il beneficio di tutta la società. Il primo cittadino non deve mai dimenticare di essere appunto il primo di tutti i cittadini, il rappresentante di tutta la città e deve lavorare per il totale interesse di tutta la comunità. Il grande filosofo e politico arpinate diceva “Uti cives e non uti singuli!” Qualsiasi dipendente pubblico, e il sindaco è un dipendente pubblico, deve mirare a quello che è l’interesse collettivo, deve mirare al bene della collettività e non al bene del singolo, e allora buon lavoro a chi da lunedì avrà l’onore e l’onere di rappresentare la città di Anagni!

Anna Ammanniti

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