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Collepardo – Trisulti, a breve i lavori sui tetti ma anche la scuola di formazione

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Collepardo – Trisulti, a breve i lavori sui tetti ma anche la scuola di formazione
06 Maggio
12:00 2019
In una lunga intervista Benjamin Harnwell racconta la sua versione dei fatti e ribatte punto per punto alle accuse dei legali di Comunità solidali.

Il presidente della fondazione che ha ottenuto in concessione onerosa dal Ministero l’abbazia collepardese per 19 anni, a seguito delle notizie sull’avvio di ispezioni presso il Ministero e di un’indagine dell’Avvocatura dello Stato circa la regolarità delle procedure di assegnazione, ostenta sicurezza e si dice sicuro che tutto “si dissolverà in un nulla di fatto” anche se ha già preparato una puntuale difesa assieme ai propri legali in caso di disputa. La prima notizia che ci affida è quella dell’accelerazione delle pratiche per l’avvio dei corsi di formazione ispirati e finanziati da Steve Bannon e che pare abbiano già un migliaio di richieste in attesa. Solo 50 saranno, tuttavia, i fortunati che potranno accedervi.

Per quanto riguarda i lavori di manutenzione del complesso cirstercense, Harnwell annuncia a breve l’avvio di importanti lavori urgenti sulle coperture e i tetti, spiegando che si sta trattando con il Ministero per studiare le procedure migliori per l’esecuzione dei lavori e che permettano a DHI di detrarre le cifre come da accordi, visto che il canone di 100 mila euro del primo anno di concessione è ancora intatto e va pagato entro breve. Tempi brevi, pare, anche per il versamento delle imposte locali al Comune con il quale sarebbe in corso una trattativa.

Circa i temi trattati dalla trasmissione di Rai Tre, Harnwell risponde punto per punto a partire da quello sollevato dall’avvocato di Comunità Solidali, Felice Maria Spirito, relativo all’inesistenza della personalità giuridica di DHI al momento della risposta al bando. “L’art. 2 del D.M. 6 ottobre 2015 obbliga i titolari di concessione statale ad avere la personalità giuridica ma non specifica anche ‘all’atto della candidatura’ e noi quando è stata firmata la concessione avevamo la personalità giuridica da mesi>>.

Analoga sicurezza nelle parole del presidente DHI quando commenta la lettera di asseveramento della Banca di Gibilterra prodotta a sostegno del progetto presentato al Mibac e che i legali di Comunità solidali, in particolare l’avv. Santiapichi- ritengono insufficiente. “…il Bando pubblico all’art. 2 comma A punto VI, cita espressamente la necessità di ‘un piano economico-finanziario asseverato da un primario Istituto di credito’ e non una vera garanzia o fideiussione. La banca alla quale ci siamo rivolti è un normale istituto bancario sito in territorio comunitario e ci è stata segnalata da un nostro benefattore che ha la residenza in quel territorio e che ha fatto da garante per la nostra serietà, nulla di sospetto come vorrebbero far credere”. Altro chiarimento arriva sull’esistenza del piccolo museo di San Nicola che nelle immagini di Rai tre risultava composto solo da rovine: “Innanzitutto il bando al punto 4.1 /C– afferma Harnwell- chiedeva come requisito la gestione di un immobile pubblico o privato culturale nell’ultimo quinquennio (e non come spesso citato un’esperienza “quinquennale”) e non un’attività culturale, tantomeno museale. Al di là di questo, comunque, le telecamere Rai hanno ripreso la stalla e non il piccolo museo che era ubicato nella vecchia cappella, ambiente chiuso a chiave”.

La lunga chiacchierata si è conclusa con qualche considerazione sulla politica italiana, europea e internazionale sulla quale Harnwell si dice molto attento. Oltre a confermare il proprio convinto sostegno a Salvini che egli definisce <<la salvezza per l’Italia>>, scopriamo così che il giorno più bello della vita del presidente di DHI fino ad oggi è stato il giorno del voto per il Referendum sulla Brexit, nel quale ovviamente ha votato convintissimamente per il “Leave” a favore dell’uscita dall’UE. Una confidenza sul lato personale, chiude l’incontro: ”Mi dispiace che alcune persone che mi hanno convintamente sostenuto in questi anni oggi vengano messe in imbarazzo dai media, costretti a prendere le distanze soprattutto per le mie posizioni contrarie alle politiche di apertura e accoglienza degli immigrati di Papa Bergoglio”.

A.T.

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