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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Colleferro – Omicidio Willy, identificato e denunciato il profilo che aveva inneggiato l’uccisione del giovane

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Colleferro – Omicidio Willy, identificato e denunciato il profilo che aveva inneggiato l’uccisione del giovane
18 Settembre
18:40 2020
Lo scorso 9 settembre, a soli tre giorni dalla morte del giovane palianese Willy Monteiro, erano apparsi sui social insulti razzisti che offendevano la memoria della vittima. L’autore un giovane di 23 anni di Treviso denunciato dalla Polizia.

La Polizia Postale si era messa subito sulle tracce del profilo Facebook dal quale era stata scritta la frase: “COME GODO CHE AVETE TOLTO DI MEZZO QUELLO SCIMPANZE’ SIETE DEGLI EROI”, postata con una foto di Gabriele Bianchi, uno degli arrestati. Gli agenti hanno identificato e denunciato l’autore del post inneggiante alla uccisione di Willy Monteiro. La frase agghiacciante era stata scritta da un certo Manlio Germano, ovviamente profilo falso. Questa la nota della Polizia Postale. Pensava di farla franca nascondendosi dietro un profilo fake, il ragazzo di 23 anni, residente a Treviso che, subito dopo la morte del giovane Willy Monteiro Duarte, deceduto a Colleferro a seguito di percosse, aveva esultato sui social con frasi che avevano sconcertato l’opinione pubblica tanto da provocare molteplici segnalazioni di protesta da parte di cittadini indignati. Studente universitario, esperto di informatica, aveva “postato” il suo odio e la sua intolleranza razziale arrivando a definire “eroi” gli assassini per “aver ucciso una persona di colore”, definendolo “scimpanzé”. Oltre ad aver creato un personaggio virtuale, cui aveva dato il nome di Manlio Germano, il sottosegretario interpretato da Claudio Amendola nel film “Caterina va in città” del regista Virzì, il giovane si connetteva ai social network attraverso provider esteri, addirittura utilizzando tecniche di anonimizzazione in grado di mascherare le tracce informatiche della navigazione, convinto che sarebbe stato impossibile rintracciarlo. All’esito di un’ attenta e meticolosa indagine,  espletata attraverso le più moderne tecniche di analisi informatica e di ricostruzione del traffico telematico, resa ulteriormente complessa dalle connessioni sui provider esteri, la Polizia Postale di Roma e Latina con la collaborazione dei colleghi specialisti di Firenze, è riuscita comunque a risalire all’autore dello spregevole post, a rintracciarlo presso un albergo del capoluogo toscano ed a deferirlo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina che coordina le complesse indagini informatiche.”

Anna Ammanniti

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