Aggiornato alle: 22:00 di Mercoledi 28 Ottobre 2020
Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Colleferro – Chiude la discarica di Colle Fagiolara, l’intervento del consigliere Nappo

 ULTIME NOTIZIE
Colleferro – Chiude la discarica di Colle Fagiolara, l’intervento del consigliere Nappo
13 Gennaio
19:31 2020
Giovedì 16 gennaio la discarica di Colle Fagiolara chiuderà, mettendo fine a un brutto capitolo della storia di due città: Colleferro e Paliano.

La discarica è nata alla fine degli anni 90 nell’area a confine tra Colleferro e il Parco della Selva di Paliano ed ha altamente compromesso la questione ambientale. Dopo un primo momento in cui era stato sospeso il trasferimento dei rifiuti, la discarica è stata invece sopraelevata e ha ripreso l’attività, che verrà definitivamente dismessa il 15 gennaio. Di seguito la nota stampa del consigliere comunale di minoranza Riccardo Nappo: “In questi giorni si sta parlando molto della discarica e al riguardo vorrei esporre alcune considerazioni. Come prima cosa è importante fare chiarezza su un concetto, ovvero che la discarica oggi è ancora aperta solo e soltanto perché dal novembre 2017 l’amministrazione Sanna ha autorizzato lo spostamento dei tralicci Terna. Questa scelta è stata giustificata da parte della maggioranza col fatto che si doveva mettere in sicurezza la discarica. Noi come opposizione abbiamo sempre criticato aspramente questa scelta poiché si andava a creare altro spazio che avrebbe permesso di sverzare diverse migliaia di tonnellate di immondizia sul nostro territorio. I tralicci infatti per noi della minoranza rappresentavano l’unica certezza di poter chiudere definitivamente la discarica perché esaurita ed iniziare subito il capping.  Infatti da direttiva europea la discarica può considerarsi chiusa solo e soltanto quando non si hanno più spazi di coltivazione, di conseguenza con i tralicci essa si sarebbe potuta considerare finita; a questo riguardo la spiegazione della maggioranza fù che non poteva essere fatto il capping in quelle condizioni,  poiché essa non aveva una forma idonea che doveva essere raggiunta solo e soltanto con lo sversamento di altri rifiuti, una forma a “panettone” e non a gobba di cammello (cosa peraltro non vera tecnicamente). Da quel giorno da Roma sono giunte 1200 tonnellate giornaliere di immondizia. Fatta questa breve cronistoria, è ovvio che siamo tutti felici che il 16 la discarica chiuda, però è legittimo porre alcune domande al Sindaco. Come può considerarsi chiusa in maniera definitiva se ancora c’è spazio di coltivazione (per circa 300mila tonnellate)? Perché ora è possibile iniziare il capping anche se non si hanno le condizioni di forma “a panettone” che l’attuale amministrazione aveva detto di voler raggiungere giustificando lo spostamento dei tralicci? Dove andranno a finire i rifiuti dal 16 di gennaio? Si celebrerà la chiusura parziale della discarica e la prima pietra del nuovo compound da 220mila tonnellate di rifiuiti/anno previsto dal piano regionale nel quartiere Scalo? Chiusura parziale perché essendoci ancora spazio, il Prefetto potrebbe riaprirla in qualsiasi momento. Personalmente trovo molto strane le tempistiche di questa possibile chiusura (viste le condizioni e le questioni sopra riportate poteva essere fatta anche prima) e quindi mi domando se sia solo l’ennesima trovata comunicativa pre-elettorale del Sindaco Sanna e del suo oneroso staff. Staremo a vedere…  Nel frattempo rimango fiducioso anche se dubbioso.”

Anna Ammanniti

 

 

Parole Chiave - Tags
IN EVIDENZA
SOCIAL
TOP NEWS