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CIOCIARIA ZONA ROSSA – Lo “schiaffo morale” non fa sconti, la provincia di Frosinone intera è colpevole!

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CIOCIARIA ZONA ROSSA – Lo “schiaffo morale” non fa sconti, la provincia di Frosinone intera è colpevole!
07 Marzo
22:24 2021

 

 

(di Alessandro Andrelli) In provincia di Frosinone, in tutti i 91 Comuni si entra in Zona Rossa dalla notte di questa domenica 7 marzo, e per i prossimi 14 giorni, con la speranza che la situazione epidemiologica migliori, sia nei contagi che soprattutto nei ricoveri nelle strutture ospedaliere.

Per tutta la serata i social sono stati invasi di foto con le principali piazze deserte e gli appelli dei sindaci e non, affinché si rispettino le regole. E questo sicuramente è un bene, ma non eviterà le restrizioni della Zona Rossa, dal nord a sud, da est ad ovest della provincia di Frosinone.
Si è fatto un gran parlare tra i sindaci, soprattutto del cassinate, perché in quell’area i contagi non sono elevati come in altre zone. Gli stessi amministratori in diversi interventi hanno chiesto un incontro in Regione per chiedere una diversificazione all’interno della provincia di Frosinone, ma questo sappiamo bene che non avverrà, perché la provincia di Frosinone è una e una sola, e non esiste una politica discriminatoria nei confronti di alcuni.
Siamo tutti responsabili di questa situazione, nonostante ci siano tante persone rispettose da mesi delle regole e protocolli che sono state date dagli organi preposti.
Nei prossimi 15 giorni bisognerà rispettare alla lettera le regole sopratutto di distanziamento e di utilizzo dei dispositivi di protezione, perché è inevitabile che la situazione nell’intera provincia di Frosinone è catastrofica, preoccupante e al limite del collasso, per quanto concerne i ricoveri, e la diffusione del contagio.
Continuare a farsi la guerra, pensare che perché senza sintomi si possa uscire benché positivi, oppure uscire anche con i sintomi, andando in giro a diffondere ulteriormente il virus, ci ha portato a questa situazione. E’ vero, siamo tutti stanchi, è passato un anno dall’inizio della pandemia, ma se la provincia di Frosinone si è vista costretta a questa drastica misura un motivo ci sarà.
Troppi i focolai familiari, troppe le aziende che hanno abbassato la guardia e permesso al virus di circolare liberamente.
La vita economia e sociale del paese è seriamente in discussione, non mancano i contrasti, le polemiche, le tensioni, così come le uscite di pessimo gusto da parte di autorità e politici che probabilmente non hanno la percezione di cosa significhi oggi “Comunicare”.
Se la Ciociaria saprà ritrovarsi, tra 14 giorni, o forse anche prima, si uscirà dalla Zona Rossa, in caso contrario si farà la conta dei morti, o dei ricoveri “in strada”, perché sia chiaro, stanno davvero finendo i posti letto, e visto l’incremento del contagio in tutta Italia, non è così scontato che le altre province sappiano gestire il carico di positivi ed ammalati dalla provincia di Frosinone.
Non si fa più sconti a nessuno, chi deve vigilare lo faccia, chi deve effettuare i controlli richieda eventualmente l’esercito, o metta in campo le forze a disposizione, e anche oltre, per il bene della città. I sindaci si vestano da sceriffi e vadano in giro a redarguire i trasgressori. Ma il vero e unico responsabile è quel cittadino che consapevolmente non ne vuole sapere di rispettare le regole e si comporta in maniera inadeguata, senza alcun tipo di ritegno o rispetto.

Lo schiaffo morale della Regione Lazio è sotto gli occhi di tutti. La Asl ha documentato i numeri impietosi. Ora l’esame di coscienza lo facciano tutti, grandi e piccoli, ricchi e poveri. Tutti.

Alessandro Andrelli

 

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