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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Ceprano – Sito di interesse nazionale del Sacco, riunione per la perimetrazione

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Ceprano –  Sito di interesse nazionale del Sacco, riunione per la perimetrazione
29 Dicembre
12:09 2015

 

 

Sembra finalmente muoversi qualcosa per quanto riguarda l’individuazione della zona definita come Sito di interesse nazionale (Sin) in provincia di Frosinone. Nei giorni scorsi si è tenuta una importante riunione. A fare il punto della situazione l’Assessore all’Ambiente del Comune di Ceprano Elisa Guerriero.

 


La Guerriero, prima di tutto, ripercorre le tappe di una vicenda veramente infinita: <I dati forniti dal rapporto annuale sulle bonifiche dicono che il totale delle aree perimetrate come siti di interesse nazionale è arrivato negli anni a circa 180mila ettari, scesi oggi a 100mila ettari, solo grazie alla derubricazione dello scorso anno di 18 siti da nazionali a regionali. Solo in 11 SIN è stato presentato il 100% dei piani di caratterizzazione previsti e soltanto in 3 SIN è stato approvato il 100% dei progetti di bonifica previsti. Scarsi o quasi inesistenti i risultati in termini di bonifiche effettuate sebbene il giro d’affari del risanamento ambientale si aggiri ai 30 miliardi di euro. Dal 2001 al 2012 sono stati messi in campo 3,6 miliardi di euro di investimenti, tra fondi pubblici (1,9 miliardi di euro, pari al 52,5% del totale) e progetti approvati di iniziativa privata (1,7 miliardi di euro, pari al 47,5% del totale. E in questo panorama il SIN Sacco risulta essere il perimetro più difficile da caratterizzare, pianificare e gestire per le differenti ed innumerevoli pressioni ambientali che vi insistono>.

Continua l’Assessore: <Dapprima il D.P.C.M. del 2005 che dichiarava  lo stato di emergenza socio-economico ambientale della Valle del Sacco, delimitando l’area emergenziale ed affidandone le competenze all’Ufficio Commissariale (in due step: in una prima battuta i comuni da Colleferro fino a Supino, nel 2010 poi il limite estese la fascia da Colleferro fino a Ceprano). Nel frattempo all’area commissariale si sovrapponeva il SIN “Bacino del fiume Sacco“, comprendente un’area vastissima del bacino imbrifero del Sacco, da Valmontone (RM) sino al sud del Frusinate, escludente però i 9 Comuni originari di competenza dell’Ufficio Commissariale. Questa eccessiva sovrapposizione di competenze null’altro ha generato se non pochi risultati, poche attività e poche risposte utili a tutti quei cittadini che o sotto l'”egida “dell’Ufficio Commissariale o sotto quella ministeriale hanno visto depauperare i loro terreni, morire le loro bestie e infrangere anni di lavoro. Dal 2012, anno del declassamento del SIN Sacco a Sito di interesse regionale, al 2014 le attività sono state interrotte e solo con la ritrovata titolarità del procedimento in capo al Ministero le riunioni (tecniche ed istruttorie) sono diventate più incalzanti>.

La Guerriero rivendica il ruolo chiave del Comune di Ceprano: <In questo contesto si è inserito il lavoro svolto dall’attuale Amministrazione di Ceprano, sempre partecipe alle riunioni in modo attivo. Tali riunioni hanno portato, lo scorso 15 dicembre,  a definire  il perimetro dopo mesi in cui ci siamo confrontati con i Comuni, con la Regione, il Ministero, associazioni e tutti gli stakeholder. Auspichiamo che questa perimetrazione sia davvero definitiva inglobando nuovi territori laddove si rintracci la contaminazione e stralciando aree dove venga evidenziato che questa non sussista. Galletti, Zingaretti, Refrigeri, Pompeo hanno la responsabilità di cercare di supplire alle inadeguatezze normative, laddove la legge italiana non ci tutela. I Target di bonifica sono indipendenti dagli obiettivi da raggiungere, mentre questi dovrebbero essere  funzionali e correlati alle capacità tecnologiche, alle risorse umane ed economiche messe a disposizione. Non possiamo pensare di poter riportare una matrice ambientale allo stato zero della contaminazione, dobbiamo procedere per step successivi e tener conto della necessità che ha il territorio di “rivivere”. Molti sono stati gli interventi ipotizzati: la Ruhr applicata alla Valle del Sacco, un’ Apea che permetta al territorio di tornare a vivere “in modo ecologicamente attrezzato”. Noi vogliamo che il ministero dell’Ambiente prima e quello della salute poi  inizino a farsi carico dei problemi dei nostri territori, affinché le procedure di bonifica diventino un’opportunità per i territori e non un ulteriore problema>.

Conclude la Guerriero: <A Zingaretti  chiedo di difendere la nostra salute e insieme al Mattm deve farsi carico delle esigenze e dei diritti del nostro territorio. Non serve continuare a far piombare le responsabilità sui piccoli comuni, chiedendo oggi di aggiornare tutti i proprietari dei terreni ricadenti nel Sin, serve programmare e capire da dove bisogna ripartire. Per la definizione del perimetro il lavoro fatto dal 2005 al 2014 è rimasto nelle scrivanie, ora per la parte più operativa serve che tutti i dati esistenti sulle caratterizzazioni dei territori ricadenti nei SIN vengano valutate e studiate. Non possiamo dimenticare che la situazione ambientale incide profondamente sul nostro stato di salute .Non possiamo permetterci altri passi falsi, soprattutto, non possiamo permetterci di aspettare perché, dopo oltre dieci anni, il tempo è scaduto>.

CAP

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