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Ceprano – Bilancio partecipativo, M5S: “Serve un quorum minimo di votanti”

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Ceprano – Bilancio partecipativo, M5S: “Serve un quorum minimo di votanti”
14 Marzo
16:01 2019
Continua la polemica sulla questione Bilancio partecipativo, dopo che nello scorso weekend sono state soltanto 226 le persone che hanno espresso il loro giudizio sui quattro progetti in corsa per il finanziamento. Dura la presa di posizione del M5S.

Spiegano i pentastellati: <I 226 votanti sono uno sparuto gruppetto di persone in raffronto agli aventi diritto al voto. Un misero 3,7 % se raffrontato a 6000 elettori ipotetici (in questo momento ci sfugge il numero esatto). Riteniamo che non sia giusto vincolare un intero paese sulla base di una competizione elettorale con una affluenza al limite del ridicolo. Che non sia giusto realizzare alcunchè su questa base. Figuriamoci opere pubbliche con una dotazione di 100.000 euro. Crediamo, anzi ne siamo convinti, che con quella somma si debba provvedere alla manutenzione di strade comunali da quarto mondo, oltre quelle di cui si è sentito parlare come in fase di sistemazione. Si obietterà che si doveva partecipare. L’elettore, però, ha facoltà di bocciare le proposte in concorso al bilancio partecipativo anche con la sua assordante assenza. Realizzare un progetto, qualunque esso sia e da chiunque sia presentato, su queste basi ha molto poco di democratico.Vorremmo dire nulla di democratico ma per rispetto dei 226 votanti diciamo molto poco>. Ecco anche delle proposte: <Vorremmo, però, che nelle future edizioni, sempre ammesso che ve ne siano altre, vengano inseriti dei correttivi nel regolamento del Bilancio Partecipativo. Che venga previsto in ordine: un quorum minimo di votanti; che ci sia un solo vincitore; che non sia possibile bandire le edizioni successive se non si è realizzato i progetti in precedenza vincitori. Nella versione attuale del Bilancio Partecipativo e con i risultati di oggi per presenze e voti ci sembra di poter dire che così non ci siamo. Non vorremmo che queste lacune del regolamento diano luogo a lobby delle opere pubbliche>.
Conclude il M5S:<Il flop è di tutta evidenza.Il Bilancio Partecipativo non attira l’elettore, non riesce a convincerlo a partecipare. E di certo non gratifica l’amministrazione che ne cura la realizzazione. Dopo il flop delle Primarie PD, area cui appartiene innegabilmente l’amministrazione attuale, il flop del bilancio Partecipativo. Un flop dietro l’altro>.

CAP

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