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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Ceprano – Arriva al Cinema “Famosa” di Alessandra Mortelliti, girato tra Roma e Ciociaria

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Ceprano – Arriva al Cinema “Famosa” di Alessandra Mortelliti, girato tra Roma e Ciociaria
13 Luglio
18:45 2020
“Famosa”, il primo film della regista romana Alessandra Mortelliti (prima nipote di Andrea Camilleri), girato interamente tra Roma e la Ciociaria, Ceprano per la precisione, con attori e ambientazioni locali, arriva in sala da oggi 13 luglio fino per tre giorni, fino al 15 luglio.

“Famosa” è il film evento nelle sale italiane con Europictures il 13, 14 e 15 luglio, diretto da Alessandra Mortelliti con Jacopo Piroli, Adamo Dionisi, Gioia Spaziani e Matteo Paolillo.
Famosa, presentato ad Alice nella città durante l’ultima Festa del cinema di Roma, racconta la storia di Rocco, un ragazzo quasi diciottenne, incompreso e solitario, che desidera trasferirsi da un piccolo paese della Ciociaria, Ceprano, nella Capitale, per poter realizzare il suo più grande sogno: diventare un ballerino. Con tenacia e grande forza di volontà, Rocco riuscirà ad intraprendere il tanto agognato viaggio, ma la realtà che lo attende non sarà quella sperata e il suo sogno verrà ancora una volta messo alla prova.

Il protagonista, Jacopo Piroli, è nato a Frosinone il 5 giugno 1999. Cresciuto con i film di Verdone e Sergio Leone, decide di diplomarsi nell’indirizzo “Audiovisivo Multimediale” del Liceo Artistico della sua città, ma il destino lo porta di fronte alla macchina da presa. Studia recitazione nella scuola “Aedo Studio” di Oreste Capoccia. “Famosa”, opera prima di Alessandra Mortelliti (prima nipote dello scrittore scomparso un anno fa, Andrea Camilleri) è il suo film d’esordio.

Il film è stato interamente girato tra Roma (in particolare a Cinecittà) e la Ciociaria.

Prodotto da Palomar con Rai Cinema, Famosa sarà distribuito come evento nei cinema italiani il 13, 14 e 15 luglio grazie aEuropictures.

“La storia di Rocco Fiorella – scrive la regista Mortelliti – nasce come monologo teatrale scritto in prima persona attraverso un dialetto tanto sgrammaticato quanto goffo. Quello che sulle tavole del palcoscenico era un sofferto e disperato grido d’aiuto di una singolare creatura ai limiti del borderline nata in un corpo sbagliato e nel posto sbagliato, sul grande schermo diventa il racconto di una fiaba moderna, di un viaggio avventuroso dall’esito inaspettato. Nato e cresciuto in un paese di Provincia, incompreso da una famiglia chiusa e limitata che non ne concepisce la singolare personalità, i silenzi, lo straniamento, la purezza, l’ingenuità, vittima e facile bersaglio dei suoi compagni di classe, emarginato, Rocco sopravvive nutrendosi del suo sogno più grande: raggiungere la Capitale e partecipare al Talent di Cinecittà, luoghi, secondo il ragazzo, in cui si può essere se stessi, in libertà, esenti da pregiudizi. Tra il crudo realismo di un quotidiano colmo di soprusi e un’aura magica dove la speranza mai si spegne, si muovono Rocco e i personaggi che gli ruotano attorno.

Non c’è giudizio, non pende su nessun personaggio il marchio dell’infamia o quello della lode. Ciascuno, a suo modo, è un essere sofferente, che cerca come può di sopravvivere e, a volte, di provare a vivere. Ma se gli adulti sembrano vedere le loro improvvise ribellioni schiantarsi in un avvenire senza speranza, è ai giovani che spetta, fino all’ultimo, un moto di attesa, di fiducia e di condivisione”.

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