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Cassino – Strisce blu: assolto l’ex comandante Tomasso

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Cassino – Strisce blu: assolto l’ex comandante Tomasso
13 Novembre
11:21 2015
La Giustizia rappresenta, nel mondo in cui viviamo un faro di luce splendente, per colui che, vittima di errori giudiziari, rivive, serenamente, la sua vita.

 

E’ quanto è accaduto al Dr. Angelo Tomasso, già Comandante dei Vigili Urbani della città di Cassino, il quale, sottoposto ad un lungo iter procedurale, ex jure, previsto dal nostro Ordinamento giuridico a garanzia del cittadino, si è visto, per circa sette anni, immotivatamente, prima, coinvolto in un complesso processo in sede penale, avanti il Tribunale di Cassino, con tutte le tensioni, preoccupazioni ed ansietà, che da un tal processo possono, inevitabilmente ed incontestabilmente, discendere e, poi, rettamente, prosciolto dai reati a lui ascritti con ampia formula terminativa, “perché il fatto non sussiste” e/o “perché il fatto non costituisce reato”.

E valga il vero!

Nel 2009, si instaurava presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Cassino, un  procedimento penale, nei confronti, tra gli altri coimputati (in numero di 6), del Dr. Angelo Tomasso, quale Comandante della Polizia Municipale di Cassino e quale responsabile del procedimento per l’affidamento del servizio di gestione di aree comunali di parcheggio a pagamento (c.d. “strisce blu”).

A seguito di ampia approfondita istruttoria, costituita anche da incidente probatorio, accertamenti tecnici peritali e acquisizione agli atti di copiosa documentazione probante (il processo è costituito da oltre 3.500 pagine!), si perveniva alla chiusura delle indagini e alla trasmissione al competente Giudice per l’udienza preliminare – GUP, con richiesta di rinvio a giudizio ex artt. 416 e 417 C.P.P. di tutti i soggetti coinvolti nel procedimento (ben n. 7), in concorso tra di loro e col vincolo della continuità, per i seguenti specifici reati di cui, tra le altre, alle seguenti norme giuridiche di rilevanza penale:

artt. 323 commi 1 e 2 C.P. – Omissione di atti d’ufficio, per presunta “violazione” di norme e regolamenti, “procurando, intenzionalmente, a sé e/o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero un danno ingiusto”, sul presupposto, risultato, poi, inesistente per il Dr. Angelo Tomasso, di molteplici specifiche condotte antigiuridiche, commissive e/o omissive (ben 7!);

artt. 347 e 61 n. 7  C.P., anche in relazione ad altre leggi connesse, per l’asserita “induzione alla usurpazione delle pubbliche mansioni di pubblico ufficiale e/o incaricato di pubblico servizio”, da parte di n. 35 ausiliari, chiamati al lavoro dal “Consorzio Urbania”, “al fine di arrecare al Comune di Cassino un danno patrimoniale di rilevante gravità”;

art. 314 C.P. – Peculato, per presunta appropriazione illecita da parte del “Consorzio Urbania” e, per esso, dei suoi rappresentanti e delegati, della somma di euro 127.111,65, in danno del Comune di Cassino, con la presunta “inerzia antidoverosa” per omessa “sollecitazione all’effettuazione mensile e periodica dei versamenti dovuti”.

Alla udienza preliminare, svoltasi il 29.10.2015, davanti al GUP, Chiar.mo Dr. Angelo Valerio Lanna, P.M., Preclaro Dr. Cerullo, si è celebrato il processo penale sovraprecisato promosso anche nei confronti del Dr. Angelo Tomasso, assistito dall’ Avv. Gildo Ciaraldi  e dall’Avv. Alessandro Marcucci. Questi ultimi hanno ampiamente esposto, con encomiabile chiarezza, logicità e apprezzate conoscenza e padronanza, gli esatti termini delle molteplici “complesse problematiche” di cui ai singoli capi di imputazione, che il processo presentava, convincendo, con serafica calma ed idonee mirate certosine specifiche argomentazioni, gli Organi, inquirente – P.M. e giudicante – G.U.P., nonché i presenti in aula, della giustezza delle tesi sostenute, per la completa, non minima responsabilità e/o corresponsabilità dell’imputato nella partecipazione alle molteplici azioni antigiuridiche, omissive o commissive, enunciate, specificatamente, nei capi di imputazione ed erroneamente attribuite al Comandante dei vigili urbani del Comune di Cassino, città alla quale quest’ultimo, integerrimo, ha dedicato la propria vita, adoperandosi, in ogni modo, per il bene della collettività.

L’Organo giudicante G.U.P. – Emerito Dr. A. V. Lanna, al termine della interessante partecipata discussione, “ha pronunciato e pubblicato, mediante lettura del dispositivo, con riserva di deposito della relativa motivazione, in trenta giorni, la sentenza con la quale, visti gli artt. 438 e 530 comma II, C.P.P., assolve Tomasso Angelo dai reati ascritti sub A e B, perché il fatto non sussiste e sub C, perché il fatto non costituisce reato”.  

La predetta sentenza di assoluzione, con formula terminativa completa, costituisce per il Dr. Angelo Tomasso, la riaccensione di quel “faro di luce splendente” costituito dalla “Giustizia”, magistralmente amministrata dai suoi validi Organi giurisdizionali decidenti, idonei a ridare una vita serena a colui che, afflitto per tanti anni, racchiuso in sé, pur certo della sua incontestabile innocenza, ha profondamente sofferto per diversi anni.

La redazione di Cassino

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