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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Cassino – Parco inclusivo: “un progetto nato male”

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Cassino – Parco inclusivo: “un progetto nato male”
06 Luglio
20:31 2018
Chiamarlo parco inclusivo e una parola troppo grande visto che di inclusivo non c’è nulla. Il 6 luglio a Cassino è stato inaugurato un parco giochi detto inclusivo – spiega Rita Giorgio, battagliera disabile-. Un progetto nato male visto che non è inclusivo e che ci sono giochi a mio parere che potrebbero essere pericolosi per qualsiasi bambino“.

“Vorrei rivolgere due parole al presidente del consorzio dei Servizi Sociali del Cassinate, Edoardo Fabrizio che dovrebbe impegnarsi di più sulla assistenza domiciliare visto i disservizi che tutti gli anni incontrano le famiglie. La disabilità presidente non va in ferie, mai. Se si voleva fare un parco inclusivo l’ente poteva investire di più insieme al Comune. Il mio appello, e lo rivolgo a sindaci tutti, è quello di riunirsi per farsi sì che i servizi siano mirati senza abbandonare le famiglie. Vivere con dignità è un diritto e non bisogna elemosinare i servizi che spettano ad ognuno di noi.

Il signor Benedetto Leone ancora una volta ha dimostrato la sua incapacità di non tutelare disabili insieme al sindaco. Se dovete tagliare i nastri per discriminare e svendere la dignità delle persone sono inorridita. Sindaco!! Basta con il fai da te. A noi non servono i contentini e i parchi inclusivi sono ben altro. È inaccettabile dichiarare che è un parco inclusivo posizionando tanto per fare due giochi. I parchi inclusivi sono ben altro mi sento indignata e offesa da un parco che possa accettare solo determinati bambini. I bambini sono tutti uguali e devono condividere il gioco con tutti. Per non parlare che per accedere ci vogliono le sedie volanti. Esiste il gioco ma mancano servizi di necessità per i bambini. Vedere il cestone sono inorridita perché io devo rispettare il gioco ma il gioco non rispetta me poiché l’inclusione c’è ma non al punto di farmi giocare con un altro bambino o bambina al mio fianco poiché il gioco è uno. Evito di parlare dei danni che possono arrecare tali giochi a qualsiasi bambino. Ad oggi chiedo al sindaco e all’assessore Leone come un genitore possa lasciare libero il proprio figlio e questo lo diceva anche la Montessori (aiutami a fare da solo). Un parco inclusivo significa abbattere e accogliere. È corretto definire un parco inclusivo soltanto perché dotato di due giochi? Il bambino dopo l’ascesa cosa può fare visto che non è in grado di muoversi! Inclusivo è un parco in grado di accogliere tutti al 100% da parte di tutti e giocare offrendo strutture e giochi sulle quali si può giocare insieme con la possibilità di integrazione scambiare parole ed incontrarsi. I bambini devono muoversi in autonomia e questo parco mi sembra una scorciatoia per lavarsi la coscienza visto i tanti danni fatti alla città.

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