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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Cassino – Martellate a due anziani, la verità dell’avvocato Malafronte

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Cassino – Martellate a due anziani, la verità dell’avvocato Malafronte
12 Febbraio
09:08 2019
L’Avvocato Malafronte chiarisce alcuni aspetti in merito all’aggressione subita dai coniugi di Cassino a colpi di martello lo scorso gennaio.

“Ho sentito il terrore nella voce del figlio degli aggrediti prima che si verificasse questo dramma. Son stato sentito come persona informata dei fatti in data 11.02.2019 dagli agenti del Commissariato di Polizia. Segnalo la necessità di chiarire alcuni aspetti della vicenda rispetto ai quali sono state montate polemiche inutili e fuorvianti sulla stampa, anche attribuendo al sottoscritto frasi ed affermazioni che oltre che a ledere il decoro dello scrivente, ledono soprattutto l’immagine della famiglia rimasta vittima della vile aggressione.

In data 15.01.2019 intorno alle ore 22.45 circa ricevevo una telefonata alla mia utenza telefonica dal signor Francesco Trupiano da Cassino. Lo stesso mi notiziava del fatto che una persona aveva aggredito i suoi genitori. In particolare, delle minacce subite dall’aggressore, lo stesso Francesco aveva notiziato lo scrivente diversi giorni prima affinchè si procedesse alla stesura di una denucia cautelativa nei confronti di tale Alberto Di Cicco. Nei colloqui avuti ho evidentemente notato il terrore dell’amico Francesco Trupiano che raccontava di ritrovarsi in ogni luogo quello che poi sarebbe stato l’aggressore dei suoi genitori. Effettivamente notavo una grossa preoccupazione ed uno stato di evidente disagio psicologico per le azioni poste in essere dall’aggressore. In ogni caso, subito dopo la telefonata ricevuta, mi attivavo telefonicamente con la Polizia di Stato, per dare informazioni a Francesco Trupiano su cosa dovesse fare nell’immediatezza dei fatti. La vicenda ha avuto un grosso clamore mediatico, attesa la gravità dei fatti di cui si è macchiato il Di Cicco. Il giorno successivo, venivo contattato da diversi giornalisti i quali, essendo venuti a conoscenza dell’intervento, mio tramite, del signor Trupiano Francesco, credevano fossi il difensore delle parti offese. Tuttavia, specificavo che non vi era alcun mandato formalizzato dalle parti offese, bensì solo ed esclusivamente i rapporti con Francesco Trupiano per la redazione della denuncia nei confronti di Di Cicco Alberto il quale, prima dell’episodio, vessava il Trupiano Francesco e la di lui compagna. A tal proposito, invitavo lo stesso Trupiano a recarsi presso il signor Valter Leone, investigatore privato, affinchè raccogliesse materiale idoneo a dimostrare le vessazioni e l’attività di stalkeraggio che il DI Cicco perpetuava ai danni del Trupiano e della di lui compagna. In data 18.01.2019, veniva pubblicato un articolo, in base al quale venivano, con virgolettato, attribuite allo scrivente una serie di frasi dal contenuto a dir poco disdicevole. Nel predetto articolo con una ricostruzione capziosa dei fatti, si sosteneva che lo scrivente rinunciava al mandato difensivo alla luce del contenuto dell’interrogatorio di garanzia stesso. Peraltro, nel virgolettato attribuito allo scrivente, che si contesta recisamente, la giovane coppia che era vessata dal Di Cicco viene definita come due soggetti che “certamente non erano angioletti”. Dalla ricostruzione dei fatti, che sembrava invece ricalcare la difesa dello stesso Di Cicco durante l’interrogatorio di garanzia, sembrava quasi che lo scrivente avesse rinunciato al mandato solo perché, a momenti, avesse ragione l’aggressore piuttosto che gli aggrediti. Si aggiunga che la vicenda ha creato un comprensibile imbarazzo di tutte le parti coinvolte e ciò anche in considerazione del rapporto di amicizia che lega lo scrivente al Trupiano Francesco. Non è tollerabile un uso strumentale di talune evoluzioni relative ai rapporti con il figlio delle vittime dell’aggressione finalizzato ad oscurare il decoro dello scrivente, oltrechè e soprattutto l’immagine di una famiglia per bene che si è trovata ad affrontare un dramma dal quale difficilmente potranno uscire soprattutto in ordine agli aspetti psicologici della questione. Su tale uso strumentale delle vicende, la Procura indagherà al fine di valutare se sono rilevabili fattispecie di natura penale”.

Ang.Nic.

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