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Cassino – La siccità dietro i boati registrati nel sottosuolo, nessun sisma

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Cassino – La siccità dietro i boati registrati nel sottosuolo, nessun sisma
24 Giugno
07:45 2017
Non un terremoto ma un assestamento carsico delle rocce che compongono il bacino acquifero sotterraneo a Cassino. A spiegare la natura del boato che è stato registrato dalla popolazione nel pomeriggio di venerdì è il geologo Riccardo Consales, ex assessore all’ambiente del Comune.

“I ricercatori dell’Ingv in accordo con la Regione Lazio stanno studiando i tremori che si verificano a Cassino ormai da diversi anni. Per tenere sotto controllo il fenomeno e cercare di dare una spiegazione è stato realizzato un sistema di monitoraggio attraverso centraline che sono stati installate in diversi punti della città e ultimamente anche sulla Rocca Janula.  Questi impianti sono in grado di misurare anche le scosse impercettibili che non vengono rilevate dai sismografi.

Non è la prima volta che questi misteriosi boati accompagnati da tremore mettono in allarme i cittadini. Si sono verificati con una cadenza molto frequente nel 2009 quando c’è stata una grave siccità simile a quella che stiamo vivendo oggi. In queste particolari condizioni si possono sentire i boati. Gli episodi sono legati alla natura calcarea del serbatoio, detto “acquifero”, della roccia dove si immagazzina l’acqua ad esempio alle sorgenti del Gari.

In determinate circostanze si attua un cosiddetto colpo d’ariete che provoca tremori della terra e boati collegati alla natura calcarea delle rocce. Negli ultimi mesi sono stati installati nuovi punti di monitoraggio e i ricercatori stanno studiando come intensificare la rete di controllo. E’ un fenomeno ancora oggetto di verifiche e di analisi ma è stato analizzato anche in altre zone come ad esempio in provincia de L’Aquila”.

@nicoletti

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