Carpineto Romano – Assembramenti giovani senza mascherina, duro monito del sindaco Stefano Cacciotti | TG24.info
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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Carpineto Romano – Assembramenti giovani senza mascherina, duro monito del sindaco Stefano Cacciotti

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Carpineto Romano – Assembramenti giovani senza mascherina, duro monito del sindaco Stefano Cacciotti
24 Maggio
20:00 2020

 

 

Sembra passata un’eternità dalla fase 1 dell’emergenza sanitaria Coronavirus, quando il malefico virus ha fatto ammalare e morire troppe persone al giorno.

Sono passati più di due mesi da quando è iniziata la pandemia, paura e angoscia sono state fortunatamente rimosse, ma l’attenzione non può scendere, perché l’Italia ancora non si è scrollato di dosso il Coronavirus. Il sindaco Stefano Cacciotti visti i fatti di questi ultimi giorni sta pensando di adottare seri provvedimenti. Ecco il suo intervento: “Ormai ho perso il conto delle segnalazioni che mi sono arrivate in questi giorni su assembramenti di adolescenti senza mascherina che si ritrovano in piazza o nei parchi a chiacchierare, bere birra, fumare, scambiarsi baci e abbracci o giocare a pallone. Mi appello in particolare ai genitori dei ragazzi nella fascia di età tra i 12 e i 18 anni che, in questa fase, si stanno dimostrando i più restii a rispettare le regole: richiamate i vostri figli a un comportamento rispettoso, la “Fase 2” non è un tana libera tutti. Vi ricordo peraltro che se anche il figlio minorenne si trova lontano dalla vostra vista, questo non vi esonera dalla responsabilità per i loro comportamenti illeciti. Io ho sempre creduto nell’autoregolamentazione, infatti in questi mesi non ho mai voluto indossare la divisa da sceriffo come altri colleghi sindaci, ma ho preferito affidarmi a continui e pacati richiami al buon senso e alla responsabilità. Però se ci sono troppe violazioni, mio malgrado, sarò costretto a emanare un’ordinanza più restrittiva su orari e aperture. Se invece vogliamo evitarlo ho bisogno che collaboriate maggiormente, altrimenti niente più elasticità e comprensione ma solo controlli rigorosi e multe salate. Ribadisco che l’emergenza epidemiologica non è finita, che il distanziamento sociale è in vigore, che lo sport è individuale e che non devono esserci assolutamente assembramenti. A marzo e aprile il virus nel nostro paese è stato portatore di disperazione, fame e morte ed io, onestamente, il rischio di poter rivivere quei momenti non voglio correrlo”

Anna Ammanniti

 

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