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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Arpino – Una vera e propria maratona della solidarietà per la “famiglia speranza”. Continuate così!

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Arpino – Una vera e propria maratona della solidarietà per la “famiglia speranza”. Continuate così!
18 Settembre
18:31 2020

 

 

 

Nel pomeriggio di ieri Tg24.info aveva raccolto e pubblicato il grido d’aiuto di una giovane mamma arpinate che, nella disperazione, si era rivolta alla nostra redazione per provare a sollevare la dovuta attenzione nei confronti della situazione in cui è costretta la sua famiglia.

«Siamo una famiglia di 5 persone, originari e residenti ad Arpino, ed andiamo avanti con il solo stipendio di mio marito, che lavora presso un’azienda del limitrofo comprensorio. Questo stipendio, però, non arriva mai per intero: ogni mese degli acconti frammentari, sempre in ritardo tra l’altro, che non corrispondono alla busta paga. Basti pensare che mio marito deve ancora ricevere la 13esima di dicembre 2019». Così aveva scritto la donna: una famiglia come tantissime, semplice, senza vizi né pretese, che non sperpera quel poco denaro che entra in casa ma prova a sopperire alle prime necessità, soprattutto a quelle dei figli, due maschi di 16 e 6 anni ed una bellissima principessa di 11. Una famiglia il cui unico “difetto” è quello di fidarsi ed affidarsi al sistema, un sistema che non conosce le difficoltà che la vita riserva, anche se queste difficoltà nessuno le ha cercate e, molto spesso, sono determinate da “ingiustizie” facilitate dalle lacune del sistema stesso.

«Avendo un mutuo, puntualmente ci troviamo a ricevere dei solleciti di pagamento dalla banca. Viviamo una situazione di estremo disagio, ogni giorno è un’impresa riuscire a sopravvivere, a mettere qualcosa sulla tavola, a garantire il necessario: i figli hanno bisogno di cibo, abiti e scarpe almeno. Sono tre anni che non ci possiamo permettere il lusso di un gelato, un pezzo di pizza, una gita. La scorsa settimana è finito il gas nel serbatoio e non riusciamo a coprire le spese per fare rifornimento: da una settimana che non posso cucinare e mangiamo panini, sia a pranzo che a cena» così concludeva il drammatico racconto di una condizione umanamente insostenibile. Una sventura vissuta in maniera differente da genitori e figli: l’impotenza di mamma e papà che non sanno più cosa fare per migliorare la condizione familiare ed i figli, tre anime rassegnate che, nonostante siano costretti a patire il disagio economico, nei loro occhi mantengono viva la luce della speranza.

L’appello era stato lanciato proprio per loro, per i tre ragazzi, affinché la luce della speranza non si spenga mai nei loro occhi, perché se è vero che di “ingiustizie” ce ne sono tante da affrontare, soprattutto quando incontri persone senza scrupoli che se ne fregano di lasciare famiglie intere senza stipendio, mese dopo mese, è anche vero che c’è tanta gente buona, sensibile, socialmente attiva, pronta a sostenere ed a farsi carico dei problemi degli altri. Questo è ciò che sta succedendo per la “famiglia speranza”: non appena è uscito l’articolo sul nostro giornale online, in tantissimi si sono interessati proponendo il loro aiuto fattivo. Una vera e propria maratona solidale, sentita, condivisa.

C’è da specificare che sia la Caritas di Arpino che il Comune erano a conoscenza della situazione: la famiglia veniva già seguita e sostenuta per quanto previsto. Purtroppo la pandemia aveva rallentato la macchina operativa, investita da tante altre emergenze. Adesso, alla luce di tutti i fatti che hanno contribuito al degrado del nucleo, le istituzioni tutte hanno alzato il livello di attenzione ed ognuno, per le rispettive competenze, sta considerando ed affrontando ogni cavillo. La Caritas di Arpino, nella persona del parroco don Antonio Di Lorenzo, ci fa sapere che ha già provveduto a coprire le spese della fornitura del gas, affinché la mamma abbia modo di cucinare; assicurati anche i libri di testo scolastici per la bimba che frequenta la scuola media ed il ragazzo, studente di un istituto superiore. Informata l’A.I.P.E.S. per l’esercizio dei servizi sociali; coinvolto lo Sportello Antiusura, che si interesserà presso l’istituto di credito per rivedere il tasso d’interesse sul mutuo e riformularne le rate; al vaglio anche la struttura abitativa, una casa erroneamente registrata su due distinte particelle catastali che fa risultare il piano superiore come seconda abitazione. Per quanto riguarda Acea Ato5, la stessa società si sta interessando per ripristinare il servizio idrico e sistemare i trascorsi burocratici che ne avevano determinato la sospensione.

E poi il buon cuore delle persone che hanno offerto la personale solidarietà con abiti, scarpe, buste di spesa, il taglio di capelli presso un salone, una cena/pizza per ritrovare un po’ di normalità, un vestito nuovo per la mamma che si è privata di tutto. Oltre ai paesi limitrofi, la disponibilità arriva da tutto il comprensorio provinciale. La Croce Rossa di Frosinone ha voluto partecipare con una fornitura alimentare. Da Monte San Giovanni Campano, qualcuno si sta interessando per fare un “miracolo”, ovvero trovare un nuovo posto di lavoro al capofamiglia, affinché  a fine mese abbia uno stipendio sicuro con cui far quadrare i conti. È stata attivata una postapay: quanti vorranno contribuire economicamente per sostenere questa famiglia che ha tanto bisogno, possono farlo attraverso un bonifico con il codice IBAN IT93B3608105138253769753775 causale “pro famiglia speranza”, oppure con delle semplici ricariche sul numero 5333171085751325. Chi preferisce, può donare dei buoni spesa tipo voucher per acquistare soprattutto carne e pesce, alimenti che non vengono forniti dalla Caritas. È indispensabile l’aiuto di tutti; come già scritto, un piccolo gesto che, insieme a tanti piccoli gesti, certamente regaleranno un po’ di serenità ed un sorriso a questa famiglia.

Il punto di riferimento rimane la Caritas di Arpino, oppure direttamente don Antonio Di Lorenzo ed anche la redazione del Tg24.info in via Lungoliri Mazzini nr.39 a Sora resta a disposizione per la raccolta di alimenti indelebili e generi di prima necessità.

Sara Pacitto

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