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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Arpino – Un “operatore scolastico” chiama i genitori invitando a tenere i bambini in quarantena. È uno scherzo?

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Arpino – Un “operatore scolastico” chiama i genitori invitando a tenere i bambini in quarantena. È uno scherzo?
20 Ottobre
08:50 2020

 

 

 

Se fosse uno scherzo sarebbe davvero di cattivo gusto. È comunque accaduto nella giornata di ieri che alcuni genitori siano stati raggiunti da una telefonata il cui interlocutore si è presentato come un “operatore scolastico”.

Per una più esaustiva cronaca è necessario ricordare che, come da ordinanza, le lezioni presso la struttura scolastica di Pagnanelli venivano sospese in via precauzionale nelle giornate di giovedì 15 e venerdì 16, al fine di consentire gli indispensabili interventi di sanificazione dei locali, necessari dopo il contagio di una insegnante.
Il plesso ha riaperto agli alunni proprio ieri mattina. Riportiamo le considerazioni postate nella serata da un imprenditore arpinate, Pierpaolo Gradogna, che è anche genitore ed, in passato, è stato in Amministrazione Comunale per tre mandati. Le riflessioni postate su facebook fanno riferimento ad una curiosa circostanza «Nella giornata di oggi, lunedì 19 ottobre, un operatore dell’Istituto Comprensivo “M.T. Cicerone” telefona ai genitori, a chi si ed a chi no, dei bambini che frequentano la prima e la seconda sezione della Scuola dell’Infanzia del plesso di Pagnanelli. La telefonata consisteva nell’invitare i genitori stessi a non accompagnare i propri figli presso il plesso nella giornata di domani, martedì 20 ottobre, ed a tenerli in regime di quarantena fiduciaria sino a nuova comunicazione. La “nuova comunicazione” dovrebbe pervenire nella giornata di domani (oggi), da parte della scuola stessa o da parte della ASL». Questa prima parte della “storia” già desta particolare disappunto: in effetti non esiste alcuna comunicazione ufficiale, né della scuola nè del Comune, circa l’invito rivolto alle famiglie di tenere i bambini a casa, oltretutto in “quarantena fiduciaria”, per cui non si spiega come un operatore scolastico possa aver chiamato alcuni genitori, non tutti, per sollecitarli in tal senso.
Il post segue «Con una telefonata si comunica una possibile diffusione del Covid in una classe di bambini al di sotto dei 6 anni? Le Istituzioni dove sono? Vi sembra normale un approccio del genere? Un approccio che comunque ha creato scompiglio, potrebbe creare panico o potrebbe essere eccessivo. Chi ha autorizzato l’operatore ad effettuare le chiamate? La Dirigente Scolastica ha informato la massima autorità di Igiene e Sanità della Città, ovvero il sindaco? Possibile che il primo cottadino non ne sia a conoscenza? Entrambe le situazioni sono surreali e, credo, trattandosi di una preoccupante pandemia che minaccia dei bambini, bisognerebbe fare chiarezza ed usare sicuramente più tatto».
Gli appelli alla responsabilità ed al rispetto civico valgono per tutti, ognuno per il ruolo investito. Con l’auspicio che le Istituzioni coinvolte si impegnino ad assumersi i rispettivi oneri in materia di salvaguardia della salute pubblica, sia della comunità scolastica che della cittadinanza tutta, la redazione di Tg24.info resta ovviamente a disposizione per le necessarie delucidazioni, sicuramente dovute, in primo luogo ai genitori. Quando si tratta di salute pubblica, la superficialitá non è ammessa: tempestività e determinazione fanno la differenza.
Sara Pacitto

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