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Arpino – Se consumi fai la pipì, altrimenti dovrai trattenerla!

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Arpino – Se consumi fai la pipì, altrimenti dovrai trattenerla!
22 Agosto
09:30 2019

 

 

 

 

“Chiunque si accinga ad eleggere se stesso a giudice del vero e della conoscenza, naufraga sotto le risate degli dei” la citazione di questo aforisma di Albert Einstein combina perfettamente con la tracotante presunzione di chi, ogni giorno, ha una risposta a tutto e veste i panni del moralizzatore, esternando il suo personale disappunto nei confronti del “sistema” e della mancanza del rispetto delle regole ma poi, per ciò che lo riguarda, adotta un atteggiamento civico che lascia davvero pensare.

L’argomento trattato sta nelle necessità fisiologiche fuori casa. Partendo dal presupposto che tutti gli esercizi aperti al pubblico devono disporre dei servizi igienici, la normativa dispone che il cliente che consuma ha il diritto di utilizzare gli stessi e può tranquillamente chiamare gli agenti della Polizia Locale nel caso gli venga negato il privilegio: è prevista una multa al proprietario del locale. Secondo il TULPS, Testo Unico delle Leggi sulla Pubblica Sicurezza, il gestore di un pubblico esercizio non può rifiutarsi di mettere a disposizione la toilette ad un cliente pagante. È importante ricordare che il bagno deve essere sempre funzionante: anche nel caso sia fuori uso per la mancanza di acqua è prevista una sanzione al titolare, il quale non può tenere aperta l’attività se rimane con i rubinetti asciutti.
Chi invece non consuma può usufruire liberamente dei bagni? Effettivamente non esiste obbligo in tal senso: il gestore non è tenuto ad “offrire” il servizio. La risposta sta solamente nel buonsenso. Ad Arpino, città storica, patria della cultura, fulcro di manifestazioni dalla risonanza internazionale, dove si organizzano eventi con gli artisti più celebri del panorama, con una comunità che si distingue per la sua ospitalità, a volte capita che il buonsenso si perda nella presunzione di ergersi a “giudice del vero”. «Il WC è solo per i clienti» questo il messaggio a caratteri cubitali affisso all’entrata di un esercizio commerciale in Terra di Cicerone. Una condizione che diventa “barriera” ed emargina chi non è avventore: una discriminazione che non è passata inosservata. Fortunatamente un caso isolato, esclusivo, in un paese che accoglie migliaia di visitatori occasionali, turisti, vacanzieri, famiglie, ragazzi di tutte le età e che, dopo l’afflusso del mezzagosto, si prepara all’ondata del weekend conclusivo del Gonfalone, auspicando nel buonsenso di tutti, anche del “giudice del vero”.
Sara Pacitto

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