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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Arpino – Pannolino pieno e senza giubbino… la scuola inclusiva e le disposizioni inopportune. Quante difficoltà

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Arpino – Pannolino pieno e senza giubbino… la scuola inclusiva e le disposizioni inopportune. Quante difficoltà
28 Settembre
15:21 2020

 

 

 

Ancora disagi per i piccoli alunni della Scuola dell’Infanzia di Arpino e per le loro famiglie, la cui pazienza viene messa a dura prova da alcune “disposizioni” non ufficiali, che oltretutto sembrerebbero essere ben lontane dalle misure anti Covid.

In occasione del rientro della scorsa settimana, i genitori avevano lamentato il divieto del cambio per i bambini non completamente autonomi nella gestione dei bisogni fisiologici: considerato che le ultime riforme, Moratti prima e Gelmini dopo, prevedono la frequenza di allievi di 2 anni e mezzo già dal 2002, e tenendo ben presente che ogni piccino ha i suoi tempi, è impensabile che un bambino sia costretto a tenere il pannolino pieno oppure l’abbigliamento bagnato e sporco addosso, perché stava giocando e non è riuscito a trattenerla, anche per 4 ore, fino a che un parente non torni a prenderlo. Una misura che non può essere accettata per diverse ragioni, igienico/sanitarie ma anche per il disagio a cui sarebbero costretti gli stessi bambini. Un provvedimento che, oltremodo, prescinde dalle disposizioni anti Covid: se un bimbo non può essere cambiato per scongiurare la diffusione del virus e poi vengono invitati genitori o parenti ad entrare nel plesso per occuparsi loro stessi del cambio, dove sta la prevenzione dal contagio? Che fine ha fatto l’inclusione scolastica, un principio che viene ancor prima della formazione e della crescita culturale?
Nella mattinata odierna, inoltre, è stato imposto agli alunni di “spogliarsi” del giubbino già all’ingresso del plesso: è inevitabile che i piccoli prendano freddo, soprattutto con l’escursione termica di questi ultimi giorni, che ha portato un calo improvviso delle temperature, per cui il diaccio si avverte maggiormente. Il giubbino non può “entrare” nella struttura scolastica: chi accompagna il bimbo deve riportarlo con se e, nel caso sia un parente diverso a riprendere il piccolo al termine delle lezioni, dovrà comprare almeno un altro giubbotto per coprire il figlio all’uscita. Questo il commento dei genitori «Comprendiamo le disposizioni e la particolare attenzione che deve essere prestata ad ogni singolo comportamento, adesso “riformulato” per preservare la salute di tutti e favorire il contenimento epidemiologico però, in certe situazioni, sembrerebbe che la sensibilità nei confronti dei bambini sia stata ormai accantonata». Questi “pulcini”, che già incontrano parecchia difficoltà a capire come mai, se fino a qualche mese fa la prima regola era la condivisione nell’amore e nel rispetto per il prossimo, ora non possono scambiarsi nemmeno una matita con il compagno che gli siede rigorosamente a distanza, stanno subendo un vero stress. Perché la scuola non individua le soluzioni più semplici? Spazi diversi per appendere i giubbini, anche alle pareti dell’ingresso, senza che questi vengano introdotti nelle aule; oppure provvedesse a dotarsi di un impianto di sanificazione “total body”.
È d’obbligo specificare che non c’è nulla di ufficiale nelle “disposizioni” adottate nei diversi plessi e lamentate dalle famiglie: un accorato appello alla Dirigente Scolastica, affinché faccia luce sulle circostanze riportate e definisca in maniera chiara un protocollo che consideri la rigidità di certi atteggiamenti, poco opportuni in un momento storico così delicato e che, in definitiva, più che favorire il contenimento epidemiologico espone i bambini a rischi diversi. Come anche l’episodio verificatosi nella mattinata di venerdì, che riguarda gli studenti più grandi delle classi della secondaria di primo grado: il pullmino del trasporto scolastico raggiunge il plesso Capoluogo in via Vittorio Colonna con al suo interno gli alunni della primaria e quelli delle medie. Quest’ultimi vengono fatti scendere sulla strada, sotto la pioggia battente, mentre per gli altri il veicolo è salito al piazzale, fino all’ingresso superiore, dove da lì a poco sarebbero poi entrati anche i ragazzi della secondaria, completamente bagnati. Perché tutti gli studenti trasportati non sono stati accompagnati e fatti scendere al piazzale, evitando ad alcuni di restare bagnati per l’intera permanenza a scuola?
Sara Pacitto

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