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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Arpino – Obbligo del Green Pass a lavoro, il caso dello studio “Summa”

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Arpino – Obbligo del Green Pass a lavoro, il caso dello studio “Summa”
21 Ottobre
10:05 2021
«L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul Green Pass»: con questa reinterpretazione dell’articolo 1 della nostra Costituzione, il famoso comico genovese Maurizio Crozza ha aperto un suo sketch durante la trasmissione televisiva da lui condotta.

Una comicità a denti stretti, con battute che fanno riflettere piuttosto che ridere: fino alla settimana scorsa, in alcune circostanze, era necessario pagare il pizzo per lavorare, dal 15 ottobre si è aggiunto il certificato verde. In effetti l’Italia è il primo paese al mondo ad aver adottato l’obbligo del Green Pass per accedere al posto di lavoro, sia nel settore pubblico che in quello privato. Si tratta di una delle norme più restrittive finora disposte che, di fatto, impone l’obbligo vaccinale. Si può parlare di dittatura sanitaria?
In questi ultimi giorni la cronaca riporta le manifestazione di dissenso delle diverse categorie di lavoratori in tutta Italia: proteste, sit-in, presidi, blocco del traffico. Tante le dimostrazioni di solidarietà rivolte a coloro che rinnegano l’obbligo del certificato verde per lavorare. È inconfutabile che si sta creando un clima poco piacevole, di tensioni tra i cittadini, una sorta di “guerra tra poveri” sicuramente alimentata dalle strumentalizzalizzazioni delle differenti fazioni politiche.
Anche ad Arpino, nella piccola comunità, in maniera molto democratica, qualcuno ha voluto palesare il proprio punto di vista. È il caso dello studio “Summa”, una famiglia di liberi professionisti che, nella giornata di venerdì scorso, 15 ottobre, in concomitanza con l’adozione dell’obbligo, hanno sospeso la loro attività. Così spiegano l’avvocato Daniele Summa, l’ingegnere Alessandro Summa ed il geometra Michele Arcangelo Summa «Entrando in vigore un ulteriore decreto liberticida, in totale spregio della Costituzione Italiana, il nostro studio professionale rimarrà chiuso in segno di protesta e vicinanza a tutti i lavoratori colpiti», aggiungendo «Il nostro messaggio è di dissenso verso un decreto che istituisce una tessera per poter lavorare, a danno di tutte le categorie di lavoratori, a prescindere dalla personale idea di tutela della salute che queste persone hanno».
È evidente che la posizione non è di contrarietà al vaccino, alle disposizioni per il contenimento epidemiologico, alle misure di sicurezza sociali. Così come si precisa che l’articolo scritto non intende in nessun modo contestare la campagna vaccinale antiCovid: da sempre TG24.info promuove la prevenzione riportando ad ampio raggio tutte le informazioni relative alla somministrazione dei vaccini, unica “arma” per arrestare definitivamente questa maledetta pandemia mondiale.
Sara Pacitto

 

 

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