Aggiornato alle: 04:00 di Lunedi 17 Febbraio 2020
Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Arpino – L’ultimo commovente saluto al comandante Francesco Sangiovanni (foto)

 ULTIME NOTIZIE
Arpino – L’ultimo commovente saluto al comandante Francesco Sangiovanni (foto)
04 Febbraio
21:25 2020
Nel primo pomeriggio di oggi, presso la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, in piazza Municipio di Arpino, si è celebrato il funerale del luogotenente in congedo cav. Francesco Sangiovanni, già comandante della locale stazione dei Carabinieri per circa 26 anni, dal 13 agosto 1991 al 6 aprile 2017.

La chiesa era gremita di persone: in tantissimi hanno voluto accompagnare il comandante Sangiovanni nel suo ultimo viaggio. Oltre alla comunità arpinate, particolarmente legata al luogotenente, erano presenti numerose autorità, sia civili che militari. Le divise di tutte le specialità delle Forze dell’Ordine hanno voluto rendere onore ad un uomo che, durante la sua brillante carriera, ha amato lo Stato prima ancora di servirlo. Tanta gente anche dai comuni limitrofi: Santopadre, Sora, Isola Del Liri. E poi da Aversa, il paese di Francesco Sangiovanni.
Durante l’omelia, il parroco don Alessandro ha ricordato l’ironia con cui il comandante sapeva sdrammatizzare gli eventi, senza però allontanarsi dallo spirito di professionalità con cui affrontava ogni singolo accaduto «Francesco sapeva coniugare e conciliare il senso del dovere e la radicata moralità che lo caratterizzava. La fede di chi serve lo Stato è come la fede nella preghiera, credere senza mai vacillare: Francesco con la fede ha dato forma al suo servizio professionale».
Le commoventi parole del fratello, mons. Gerardo Sangiovanni, cappellano militare della GdF, che al termine della celebrazione funebre ha voluto ringraziare tutti gli intervenuti per poi ricordare Francesco «Mamma diceva sempre “Franco ha il cuore buono”. Quando salivamo da Napoli per venire a trovare lui e la famiglia, spesso succedeva che durante il pranzo lui sparisse: non esisteva festa o festività, Francesco voleva adempiere al suo lavoro, sempre. Al congedo venne chiamato ed invitato alla cerimonia organizzata in suo onore, per essere insignito Cittadino Onorario di Arpino: la sua preoccupazione era quella di dover stare “sotto i riflettori”. Era riservato: preferiva servire e non essere riverito. Ringrazio quanti sono stati vicini a Francesco e lo hanno sostenuto nel suo dolore; adesso lo consegniamo alla Madonna, la preghiera è la nostra forza».
Anche il parroco don Antonio Di Lorenzo ha voluto ricordare il comandante Sangiovanni, riportando un particolare episodio che descrive in maniera inconfutabile l’animo del luogotenente «Una notte si presentò a casa, con la pattuglia. Mi chiese di tenere nascosta una giovane donna per una settimana. Risposi “Francè ma io sono un prete, non un carabiniere”. E lui pacatamente “Appunto sono venuto qui: questa ragazza è vittima di violenze, ha bisogno di sostegno, comprensione, incoraggiamento, calore umano. Adesso non ha bisogno di un carabiniere”. Il suo rigore non è mai stato strumento di potere ma di servizio».
Un momento altrettanto toccante è stata la recita finale della “Preghiera del Carabiniere”: i tutori dell’ordine tutti sull’attenti. Le espressioni “nei secoli fedele”, “sotto la legalità, la libertà”, “la sicurezza della Repubblica sia legge suprema” non sono semplici motti: al servizio dello Stato e dei Cittadini è una vera e propria missione.
Gli occhi gonfi dei “suoi” Carabinieri, del comandante della stazione di Arpino Tiziano Sbardella e dei colleghi tutti, che con lui hanno condiviso le pattuglie, anche per poco: il loro mesto silenzio, l’espressione congelata nella desolazione, niente può descrivere il dolore e lo sgomento per questa triste dipartita.
Sara Pacitto

SOCIAL
LE PIU' LETTE