Arpino – Il terremoto: tanta paura, la macchina operativa, riflessioni e considerazioni | TG24.info
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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Arpino – Il terremoto: tanta paura, la macchina operativa, riflessioni e considerazioni

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Arpino – Il terremoto: tanta paura, la macchina operativa, riflessioni e considerazioni
12 Novembre
21:00 2019

 

 

Inizia ad allentarsi la tensione generata dall’attività tellurica di questi ultimi giorni. Il terremoto è una realtà per il nostro territorio: la fascia appenninica è quella più interessata, classificata come zona a rischio sismico più elevato.

La scossa registrata nella serata del 7 novembre, di magnitudo 4.4 con epicentro Balsorano, è arrivata ad Arpino con la medesima intensità. Avvertita su tutto il comprensorio, la paura non ha risparmiato nessuno: la gente spaventata si è riversata per strada, i negozi hanno chiuso, tante famiglie hanno dormito sui divani nei piani inferiori, più di qualcuno ha chiesto alloggio a parenti di fuori. Ad aumentare i timori la successiva, poco dopo la mezzanotte, di 3.5 a Pescosolido. Immediatamente operativa la macchina dell’emergenza: l’Amministrazione arpinate effettivamente aveva attivato il COC già nella giornata di lunedì scorso, per le avverse condizioni meteorologiche, anticipando inconsapevolmente l’evento tellurico di giovedì.

Gli operatori della Protezione Civile “EC Arpium” hanno dato il massimo della concentrazione in questa settimana: giorno e notte, sempre presenti, sempre collegati, sempre pronti a partire. Come “angeli custodi” hanno vegliato sul paese e sulla cittadinanza tutta, con affabilità e premura; un impegno sentito, dettato semplicemente dal senso di responsabilità che contraddistingue i nostri instancabili “protettori”. A parlare è il presidente Daniele Di Scanno che, oltre ad avere una competenza specifica radicata nell’esperienza fattiva, è anche qualificato “disaster manager”

«Relativamente agli eventi sismici abbiamo avuto delle criticità che sono andate di pari passo con l’allerta arancione per il maltempo: nella serata di giovedì, quando c’è stata la scossa, i nostri volontari erano tutti fuori per il rischio idrogeologico. La sezione arpinate di Protezione Civile seguiva con particolare attenzione l’attività sismica del territorio già nei giorni precedenti: grazie alla collaborazione con IESN ed all’osservatorio Geofisico “Valle del Liri”, ad Arpino raccogliamo, elaboriamo e trasmettiamo i dati, che ci arrivano anche dalle stazioni della Provincia. Nei giorni addietro – continua a spiegare Di Scanno – erano attivi i dispositivi di rilevamento di Pescosolido ed Arpino, che hanno registrato tutte le scosse nella Valle di Roveto. Ci sono stazioni ferme e luoghi sensibili dove mancano i rilevatori sismici: adesso gli Amministratori locali dei Comuni del frusinate stanno recependo la necessità di intensificare la “maglia” del controllo e stanno via via confermando la loro disponibilità a far posizionare le stazioni complementari presso il rispettivo territorio di competenza, al fine di agevolare il rilevamento dei dati attraverso IESN, Rete Sismica Sperimentale Italiana. Giovedì scorso la stazione di Colle San Magno era ferma, verrà riattivata nella giornata odierna; i Comuni di Sora e di Rocca d’Arce non hanno le apparecchiature, abbiamo sollecitato in tal senso, ora ci stanno prestando attenzione».

Come afferma l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, INGV, è impossibile prevedere un terremoto ed altrettanto impossibile è stabilire se la recente attività tellurica sia o meno uno sciame precursore, che anticipi una scossa può forte. Certo è che la Valle di Roveto e le zone circostanti sono collocate in un’area che rappresenta il “crocevia” di diverse strutture tettoniche, dove si individuano faglie attive e potenzialmente sismo genetiche ovvero strutture geologiche attive da cui possono originarsi terremoti anche violenti. Per questo la Protezione Civile punta a potenziare il monitoraggio del territorio.

Una considerazione accreditata: la roccia attutisce l’onda generata dal movimento tellurico quindi le abitazioni che poggiano su un piano duro sono meno interessate rispetto alle strutture su un terreno “morbido”, in quest’ultimo caso l’oscillazione è più intensa. Paradossalmente il “vecchio” centro storico della Terra di Cicerone è meno soggetto a crolli rispetto alle abitazioni in periferia.
Per quanto riguarda il COC, Centro Operativo Comunale, ad Arpino è stato chiuso: l’allerta per rischio idrogeologico dovuto al maltempo non è cessata, per cui i volontari della Protezione Civile “EC Arpinum” rimangono a disposizione; l’emergenza sismica è invece rientrata in tutta la Regione Lazio.

Sara Pacitto

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