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Arpino – Il sindaco fa il punto sulla “fase 2” su Tg24, annunciando diverse novità per il paese

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Arpino – Il sindaco fa il punto sulla “fase 2” su Tg24, annunciando diverse novità per il paese
23 Maggio
21:30 2020

 

 

 

Renato Rea, sindaco di Arpino, ospite del direttore Alessandro Andrelli nella diretta “Ripartiamo” di ieri sera, ha fatto alcune importanti considerazione sulle restrizioni che ci siamo lasciati alle spalle, sulla ripresa delle attività economiche e sociali, strizzando anche un occhio al prossimo futuro.

«I dati numerici sono incontestabili: quelle che erano le speranze, più che le prospettive, si stanno realizzando, ovvero che ci sarebbe stata una graduale diminuzione dei casi di positività e, quindi, un più sollecito ritorno alla normalità. Da questo punto di vista non si può essere che fiduciosi. Ma attenzione, che l’ottimismo non ci porti ad abbassare troppo la guardia. Al di là delle simpatie politiche, sono soddisfatto di come sia stata gestita la “fase 1”: considerando le difficoltà dettate dalla straordinarietà del caso, è inconfutabile che l’Italia abbia fatto meglio dei paesi Europei o degli Stati Uniti».
Il sindaco Rea poi avverte «Per quanto riguarda la “fase 2” sono un pochino perplesso: bisognerà gestire non solo la salute pubblica ma anche la ripresa economica e quella sociale. Io sono soddisfatto della disciplina dimostrata dai cittadini di Arpino, che hanno osservato con scrupolo tutte le norme disposte dai diversi decreti: adesso si percepisce la voglia di tornare a lavorare, a fare le cose che si facevano sempre, alle abitudini di prima, la volontà della stretta di mano. Passare dalla quarantena rigorosa alle bisbocce! non sia mai che si faccia un passo indietro. La mia speranza è che tutto fili liscio, il mio timore è che un ritorno al passato sarebbe ovviamente drammatico. A livello nazionale, avrei fatto delle scelte più territoriali per questa “fase 2”, tenendo conto delle diverse realtà regionali o provinciali: laddove c’erano ancora delle criticità si poteva continuare a tenere tutto chiuso, laddove invece la situazione era calma si sarebbe potuta lasciare maggiore libertà d’azione. Non è detto che un provvedimento debba riguardare 21 regioni su 21, oppure tutte le provincie della penisola. Ogni sindaco avrebbe potuto relazionare circa la situazione del comune amministrato, per raggiungere conclusioni che non accomunassero tutti nella stessa misura».
Rea aggiunge «Questo periodo sono andati in sofferenza, con grandi difficoltà, tutte quelle persone che non avevano un lavoro fisso ma si arrangiavano: ne è venuta fuori una fotografia significativa del sommerso che, fino a marzo, poco si conosceva. Tra i gestori, sicuramente sono i ristoratori e gli albergatori che hanno sofferto di più, senza nulla togliere alle altre categorie, è evidente che la pandemia abbia creato dei danni a tutti. I clienti fanno fatica a tornare nei ristoranti o negli alberghi: ad Arpino ci siamo organizzati per ascoltare e venire incontro alle esigenze. Abbiamo costituito una Commissione Consiliare, di cui fanno parte anche i consiglieri di opposizione affinché ogni scelta sia condivisa, che valuterà le difficoltà propinate dai diversi settori per poi studiare apposite formule che rispondano agli esercenti, al fine di aiutare e favorire la ripresa. Già lunedì pomeriggio sono previsti due incontri, con tutte le categorie, per concordare con loro eventuali misure. Inoltre, essendo stati annullati tutti gli eventi di maggior risonanza, la mia intenzione è quella di programmare “manifestazioni alternative”, coinvolgendo quartieri, contrade, associazioni, gestori, comitati, che consentano alla gente di ritrovarsi in totale serenità, ovviamente nel rispetto di tutte le disposizioni».
Per quanto riguarda la candidatura della Città di Arpino a “Capitale della Cultura” per l’anno 2021, il sindaco Renato Rea conferma «In effetti l’iter ha subito un rinvio ufficiale al prossimo anno. Il titolo di Parma, “Capitale della Cultura” per l’anno in corso, verrà prorogato al 2021 perché il programma della cittadina emiliana non si è potuto realizzare. Abbiamo chiesto al Ministero che le 43 città candidate quest’anno rimangano “blindate”, che non si facciano nuove candidature. Sono parzialmente d’accordo sulla proposta di istituire più capitali della cultura, ma che siano 2 o 3, altrimenti diventerà difficile collaborare in una progettualità comune. Resta l’ambizione di vedere Arpino omaggiata di questo prestigioso titolo: un progetto che coinvolge tutto il territorio provinciale e che ha ottenuto autorevoli partnership, di società a livello nazionale che si sono immediatamente dimostrate favorevoli a sostenere la candidatura della nostro bel paese».
Sara Pacitto

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