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Arpino – Il Consiglio Comunale approvato il bilancio preventivo

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Arpino – Il Consiglio Comunale approvato il bilancio preventivo
13 Agosto
20:31 2019

 

 

 

 

Nel pomeriggio di sabato scorso si è tenuta la seduta del Consiglio Comunale di mezzagosto: all’unanimità la maggioranza ha votato ed approvato il Bilancio Preventivo 2019. Un “verdetto” decisivo, dettato dalla ferma intenzione di salvare il paese di Arpino dal dissesto finanziario.

E’ lo stesso Renato Rea, Sindaco della Città di Cicerone, a spiegare la convalida del documento contabile, rivolgendosi ai cittadini con un video postato sui social. L’introduzione di una breve disanima storica riporta al 2013, anno dell’insediamento del governo Rea, quando venne rimodulato il piano decennale per il rientro economico predisposto dal Commissario Prefettizio, atto ad estinguere le passività debitorie ereditate dalle precedenti amministrazioni. Nel 2015 il Governo ha tagliato i fondi ai comuni italiani, “sottraendo” alle casse arpinati una cifra pari ad 1milione e 500mila euro. «Abbiamo protestato, specifica Rea, avanzando che i comuni in dissesto non potevano essere inclusi nella direttiva e lasciati soli, ma la norma non ammetteva differenziazioni». Un successivo provvedimento ha disposto che il Fondo di Rotazione, elargito agli Enti in difficoltà , poteva essere spalmato in 30 anni piuttosto che restituito in 10. Arpino aveva ottenuto 1milione e 800mila euro: la rata di 180mila euro l’anno scendeva a 60mila. «In virtù di questo nel 2016, continua a spiegare Rea, abbiamo nuovamente rimodulato il piano di rientro, con l’approvazione del Ministero e della Corte dei Conti. A febbraio scorso, però, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la norma nella parte che prevede la dilazione del passivo. Questo intervento ci ha riportato indietro di 4 anni: rientrare con il fondo entro il 2023 anziché entro il 2043. Il Decreto Crescita, poi, è arrivato in aiuto dei soli comuni con popolazione superiore a 60mila abitanti. Abbiamo iniziato una interlocuzione diretta con tutti gli enti preposti: Prefettura, Corte dei Conti, Ministero dell’Economia e Finanze, ANCI, Presidenza del Consiglio dei Ministri, interpellando anche professori di Diritto Costituzionale. L’unica prospettiva per evitare il dissesto è l’istituzione di un tavolo tecnico interministeriale che metta tutti di fronte ad un impegno risolutivo: una clausola che aiuti i comuni in criticità con interventi economici mirati e li escluda dalle manovre nazionali di finanza pubblica. L’Amministrazione Comunale arpinate possiede tutte le certificazioni che il lavoro svolto in 6 anni di gestione è legittimo e finalizzato».
L’approvazione del Bilancio Previsionale è quindi definito “un atto di coraggio”, che salva il paese di Arpino dal dissesto finanziario, augurandosi che in autunno venga approvata questa nuova norma. Riferendosi alle “entrate eccezionali” riportate nel documento, lo stesso Primo Cittadino auspica che si realizzino «Ma comunque non basterebbero nel caso il Governo non tenda la mano e cambi la direttiva. Il nostro impegno è lo stesso ma con altrettanta chiarezza è giusto precisare che ad ottobre potremmo ritrovarci dinanzi la stessa condizione». Lo spettro del dissesto è stato momentaneamente eluso ma non del tutto schivato.
Di contro, i consiglieri di minoranza attaccano sulla mancanza di una programmazione volta a rilanciare il contesto sociale ed economico della città «L’impressione è che la maggioranza abbia dormito sugli allori dopo aver spalmato lo squilibrio in trenta anni. Il riequilibrio andava affrontato in altro modo e, soprattutto, con maggiore piglio decisionale» riservandosi di entrare nello specifico di eventuali migliori “soluzioni” in altre sedi. La cittadinanza spera che l’opposizione individui presto le più opportune sedi e, con tutto il suo determinante piglio, tiri fuori il coniglio bianco dal cappello o l’asso dalla manica, che “salvi” il paese prima del tracollo definitivo. Sotto la lente d’ingrandimento ci sono anche i costi per le spese legali, il mancato recupero dei tributi evasi ed elusi,lo scarso controllo del territorio volto a reprimere gli abusi, sia in ordine al contesto urbanistico che a quello ambientale. La proposta di una politica “punitiva” che, però, non basterebbe a risanare ed azzerare i vecchi debiti.
Sara Pacitto

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