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Arpino – Essere contagiati non significa essere untori. Oltre la malattia il disprezzo della gente

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Arpino – Essere contagiati non significa essere untori. Oltre la malattia il disprezzo della gente
27 Ottobre
18:33 2020

 

 

 

Riportiamo la lettera firmata di una mamma di Arpino, la quale si è sentita di fare alcune considerazioni rispetto a precise circostanze, vissute dalla propria famiglia.

«Sono la mamma di uno studente di una scuola superiore di Arpino. Purtroppo la situazione del Codiv in paese è più grave di ciò che si pensa, almeno nelle scuole. Per salvaguardare la nostra salute ci sottoponiamo a test rapidi nelle strutture private che poi la ASL non ci riconosce. La scorsa settimana alcune classi sono state messe in isolamento fiduciario per la positività di due docenti e di una alunno. Una delle professoressa si era sottoposta a test rapido ma, pur riscontrata la positività dell’insegnante, la scuola non ha potuto “proteggere” gli studenti finché la ASL non ha eseguito il tampone ed ufficializzato la conferma del contagio. Ma allora mi chiedo: a cosa serve fare i test rapidi se poi è necessario aspettare le lungaggini della ASL, oltretutto congestionata dalle numerosissime richieste? Nel frattempo i nostri figli hanno continuato ad andare a scuola. E poi vogliamo cercare le colpe? Dandole ai ristoranti ed ai bar, alle palestre ed ai nostri stessi ragazzi, accusandoli di negligenza. È tutto il sistema che non funziona, sono le Istituzioni che non hanno il coraggio di prendere decisioni responsabili, scavalcare la ASL e chiudere. A marzo si diceva che eravamo impreparati a questo virus ed adesso, a distanza di mesi e mesi, il Covid ci ha colto nuovamente impreparati. A cosa abbiamo pensato in tutto questo tempo? Ai monopattini e non a potenziare le ASL nei servizi e nelle attrezzature nei reparti. Si sarebbero potuti fare interventi tempestivi. Per non parlare, poi, dell’ignoranza che ancora nel 2020 regna nel nostro paese: se per disgrazia dovessi risultare positivo la disgrazia vera è il pregiudizio della gente. Vieni additato e scacciato come un appestato. Vieni fatto sentire in colpa, come se avessi commesso chissà quale grande reato. La mia famiglia c’è passata, abbiamo vissuto sulla nostra pelle le reazioni della gente ancor prima della malattia stessa. In conclusione, mi sento di dire che non è il virus il vero “mostro”, ma il sistema che non funziona e l’ignoranza di troppa gente».

Una mamma che, insieme alla sua famiglia, ha sofferto molto: contestualmente alle preoccupazioni circa le condizioni di salute dovute dal contagio di questo maledetto virus, hanno dovuto subire anche le pregiudizievoli “sentenze” sparate dalle persone, tra cui amici e conoscenti. Concittadini che trovano più facile sputare veleno in maniera gratuita piuttosto che sostenere e stare vicini a quanti si trovano a dover vivere situazioni poco gradevoli.

Per dovere di cronaca è opportuno specificare che, proprio nella giornata odierna, come già riportato con due precedenti articoli, tutte le classi degli istituti superiori di Arpino hanno iniziato a seguire le lezioni programmate con la Didattica Digitale Integrata.

Sara Pacitto

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