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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Arce – Omicidio stradale, assolto l’investitore

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Arce – Omicidio stradale, assolto l’investitore
05 dicembre
19:00 2018
Omicidio stradale, assolto l’investitore. Riceviamo e pubblichiamo una nota giunta in redazione dall’avvocato Emanuele Doria.

<I fatti risalgono al 24 gennaio 2013, quando R.C., 58 anni di Arce, investì un pedone sulla Via Casilina in pieno centro di Arce. Erano le 19:30 quando L.P. 75 anni, diretto verso la Sala del Regno dei Testimoni di Geova attraversava la Via Casilina, aiutato dalla moglie e servendosi di un deambulatore, in una zona senza strisce pedonali, che si trovavano a 80 metri di distanza dal luogo dell’investimento risultato mortale.

Sul posto effettuavano rilievi di rito i Carabinieri di Arce, guidati dal Maresciallo Evangelisti, i quali inviavano gli atti alla Procura della Repubblica di Cassino. Il conducente della Alfa 147 veniva tratto a giudizio dinanzi al tribunale, per il reato di omicidio stradale, affidandosi agli avvocati Emanuele Doria e Lucio Marziale.

I difensori provvedevano ad affidare il compito di effettuare una consulenza specialistica all’Ing. Lucio Pinchera, il quale procedeva ad una ricostruzione fedelissima del sinistro, con l’ausilio di strumentazione scientifica e versando il contenuto del suo lavoro in un CD acquisito agli atti del processo. Fra l’altro, si evidenziava come l’auto investitrice viaggiasse alla velocità di appena 43 km/h e che il pedone fosse vestito con abiti scuri, in una zona poco illuminata, tanto che dopo il sinistro l’impianto di pubblica illuminazione venne potenziato e ammodernato.

Dopo una lunga istruttoria, e la nomina anche di un Perito da parte del Giudice Olga Manuel, il procedimento giungeva alla fase finale, dove il Pubblico Ministero, sulla scorta delle risultanze fornite dal Consulente della procura e dal perito, chiedeva la condanna del conducente a un anno di reclusione.

Il Giudice, dopo l’intervento dei difensori Doria e Marziale, sulla scorta della Consulenza di parte dell’Ing. Pinchera, mandava assolto l’imputato con la formula più ampia “il fatto non sussiste”>.

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