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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Aquino – Bilancio 2015: il pensiero del vicesindaco Marco Iadecola

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Aquino – Bilancio 2015: il pensiero del vicesindaco Marco Iadecola
08 Agosto
12:54 2015
Il pensiero del vice sindaco Marco Iadecola sul perché i Comuni italiani, colpiti da pesanti e ripetuti tagli , “strangolano, spremono i cittadini” con le tasse, portando la pressione fiscale ai limiti della compatibilità con le capacità locali.

L’altro giorno su uno dei maggiori quotidiani italiani Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente dell’ANCI, un politico di sinistra molto conosciuto, con alle spalle importanti incarichi politici ed istituzionali, così rispondeva alla domanda di un giornalista: “l’idea che i sindaci aumentino le imposte a cuor leggero non è solo caricaturale, è stupida”.
In altre parole, Fassino ha voluto dire che un’amministrazione, quando aumenta le tasse oppure non riesce a diminuirle, non lo fa per sadismo, né per irresponsabilità, bensì perché, esperita ogni manovra possibile, non riesce a compensare i tagli operati con atto unilaterale dal governo centrale. E’ vero. La pressione fiscale dei Comuni italiani è troppo alta. Si tratta di una dolorosa e spiacevole verità che va ben al di là della consueta lamentazione del cittadino-contribuente. Lo ha, infatti, certificato la Corte dei Conti, sottolineando che negli ultimi anni i soldi tirati fuori dai cittadini per le tasse comunali sono stati troppi, ed ha lanciato l’allarme per una pressione fiscale salita a +22% negli ultimi 4 anni. Tant’è che, tra il 2011 e il 2014, i Comuni hanno subito tagli per circa 8 miliardi compensati da “aumenti molto accentuati” delle tasse locali per “conservare l’equilibrio in risposta alle severe misure correttive del governo”.
Secondo la magistratura contabile, se nel 2011 l’onere pro capite medio era di circa 505 euro, nel 2014 siamo passati ad una media di circa 618 euro (da considerare, inoltre, che nei grossi centri la contribuzione dei cittadini è ancora più alta arrivando addirittura a 881,94 euro) e, sempre secondo la
ricostruzione della magistratura contabile, i motivi dell’aumento della pressione fiscale sono da ricercare soprattutto nei tagli agli Enti locali.
Dal 2008 ad oggi, sempre secondo la Corte dei Conti, i tagli delle risorse finanziarie locali ammontano a quasi 40 miliardi di euro. Come si vede, l’idea che le Amministrazioni locali, e, quindi, anche la nostra Amministrazione, sono responsabili dell’aumento delle tasse è ingenerosa e oggettivamente infondata. Ed è pura demagogia quella di chi, in malafede, tende a ignorare la realtà dei fatti, non tenendo conto che ai Comuni (come scritto in un precedente documento dalla stessa Corte dei Conti ) è stato chiesto il contributo al risanamento più alto rispetto ad ogni altra istituzione. Una cosa è certa: nessun sindaco chiude un asilo o riduce l’attenzione al sociale di propria volontà o consente il degrado ambientale e viario nel territorio del comune che amministra, anche a costo di
mantenere inalterata la pressione fiscale o, eventualmente, come nel nostro caso, di intervenire con minimi aggiustamenti e riequilibri ispirati a criteri di equità con i quali operare i necessari prelievi fiscali.

Comunicato stampa – Comune di Aquino

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