Aggiornato alle: 21:02 di Giovedi 18 Aprile 2019
Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Anagni – Valentina Calcagni e lo Ius Culturae

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Anagni – Valentina Calcagni e lo Ius Culturae
14 Aprile
19:01 2019
Valentina Calcagni, determinata e coraggiosa come pochi, analizza la situazione odierna senza faziosità; con la grinta che le è propria.

Dopo aver depositato la propria scheda a favore dello Ius Culturae, Valentina confida: “Parte la campagna #ITALIANOCHISTUDIA, raccolta di firme per lo Ius Culturae. Emozionata felice e soddisfatta che Matteo Renzi abbia scelto di presentare il suo ultimo libro “Un’Altra Strada” a Frosinone, libro che giudico un gesto d’amore nei confronti della Politica e di speranza nel futuro. Quella che stiamo vivendo è una fase preoccupante dove destre e forze populiste non fanno altro che fabbricare paura e incertezza galvanizzato la società in chiave di odio e di intolleranza bullizzando quotidianamente le Istituzioni rendendole luogo di baratto politico. Siamo davanti alla minaccia di un Populismo bicefalo che parla con due voci per alimentare le divisioni e i contrasti nella comunità tra noi cittadini tra noi uomini e donne. Spetta a noi costruire una proposta alternativa, alla rabbia alla menzogna e alla superficialità, spetta a noi riformisti non lasciare indietro nessuno. Per questo ho scelto di esercitare un diritto e ho adempiuto ad un dovere! Mi sono recata presso la Corte di Cassazione e ho depositato la mia firma per presentare la Proposta di legge sullo IUS CULTURAE. Il diritto di cittadinanza non è un dono o una concessione ma è espressione di un Status che necessariamente consente di armonizzare i Diritti e i Doveri. È una battaglia di civiltà che va combattuta tutti insieme nella convinzione che la società sia sempre migliore dei singoli individui. Ho da sempre accolto il riformismo come strumento di crescita collettiva, ho difeso e rivendico l’operato del Governo Renzi convinta che sia da quelle politiche da quegli strumenti da quelle riforme che dobbiamo ripartire tutti insieme. Spero che in tanti vogliate firmare e far firmare quello che deve essere un Diritto e non un premio, insieme nelle piazze nei banchetti il nostro #italianochistudia”.
Jackal

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