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Anagni – Vaccino anti Covid Sanofi, risultati positivi nella fase 2 della sperimentazione

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Anagni – Vaccino anti Covid Sanofi, risultati positivi nella fase 2 della sperimentazione
17 Maggio
13:23 2021

 

 

La casa farmaceutica francese Sanofi, oggi ha pubblicato i risultati positivi di un test clinico sul suo potenziale vaccino contro il Covid. Il siero è sviluppato con il gruppo britannico GSK.

In un primo momento, nel precedente test, il vaccino della Sanofi non aveva avuto risultati positivi. In fase 2 invece i risultati della sperimentazione sull’uomo mostrano che la somministrazione ha indotto la produzione di alte concentrazioni di anticorpi in adulti di tutte le età, a livelli comparabili con quelli osservati in pazienti guariti. Il vaccino candidato da Sanofi e GSK, è un vaccino a DNA-ricombinante in subunità basato su una tecnologia consolidata ed è la stessa che Sanofi adotta già con successo per la produzione del vaccino antinfluenzale quadrivalente ricombinante. Proprio l’adozione di questa tecnologia consentirà di produrre un numero notevolmente maggiore di dosi. L’Italia è impegnata in prima linea nella produzione di questo nuovo vaccino contro il Covid con il suo stabilimento di Anagni. L’hub italiano sarà impegnato nella produzione e realizzazione delle dosi del vaccino. Lo stabilimento laziale è uno dei quattro siti Sanofi in Italia ed è stato fondato nel 1973.  Esteso su una superficie di 450mila mq, rappresenta il più grande impianto per liofilizzati sterili al mondo del Gruppo Sanofi ed è un centro di eccellenza a livello europeo per la produzione di prodotti farmaceutici sterili iniettabili.

Il trial di fase 2, iniziato nel febbraio scorso, ha arruolato 722 volontari in Usa e Honduras. I risultati intermedi mostrano la sieroconversione (la produzione di anticorpi) fra il 95% e il 100% dei casi, dopo la somministrazione di una seconda dose, in tutti i gruppi di età (da 18 a 95 anni) e per tutte le dosi studiate. Nel complesso il candidato vaccino ha suscitato forti livelli di anticorpi neutralizzanti, paragonabili a quelli generati dall’infezione naturale, con livelli più elevati osservati negli adulti più giovani (18-59 anni). Dopo una singola iniezione”, il prodotto-scudo ha indotto “alti livelli di anticorpi neutralizzanti nei partecipanti con evidenza di una precedente infezione da Sars-CoV-2, suggerendo un forte potenziale di sviluppo” del candidato come “vaccino di richiamo”. Uno studio di fase 3, l’ultima sperimentazione sull’uomo prima della potenziale autorizzazione del vaccino dovrebbe iniziare nelle prossime settimane. Lo studio di fase 3 recluterà più di 35mila adulti in un’ampia serie di Paesi e valuterà l’efficacia di due formulazioni di vaccino, includendo le varianti di coronavirus D614 (Wuhan) e B.1.351 (sudafricana). Sanofi era incappata in uno stop alla sperimentazione a fine 2020, con un primo studio sull’uomo che aveva avuto come risultato una risposta immunitaria insufficiente. Sanofi punta a un’approvazione del suo vaccino nel quarto trimestre del 2021. 

Anna Ammanniti

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