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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Anagni – Un albero secco in piazza Innocenzo III, il consigliere Di Giulio ne racconta la fine

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Anagni – Un albero secco in piazza Innocenzo III, il consigliere Di Giulio ne racconta la fine
20 Aprile
18:35 2019
Il consigliere comunale di minoranza Nello Di Giulio (Anagni Cambia Anagni) racconta la storia dell’alberello piazzato nel mese di dicembre nei pressi della Pro Loco in piazza Innocenzo III.

Un alberello che nel contesto storico del luogo aveva e ha già poco a che vedere, lasciato lì morire lentamente, senza cure ha perso il suo color verde vita per lasciar posto al marrone che ne proclama la fine.

La storia di un albero secco, una tuia (famiglia dei cipressi), potrebbe essere insignificante se essa non fosse a testimoniare assurda insensatezza nella nostra città. Il tutto comincia con la sorprendente messa a dimora, a metà dicembre, in Piazza Innocenzo III per opera di un cittadino spinto da incontrollato amore. Un albero da siepe e da giardino (fuori luogo in una piazza medievale) posto accanto alla cattedrale, in luogo di una graziosa e contenuta hibiscus dai fiori rosati e tenui piantata lì dal compianto scultore Gismondi. E la memoria? E l’ornato nel centro storico? Il paesaggio urbano? Sindaco ed amministratori preferiscono ‘abbassare la testa’ o guardare dall’altra parte. Suo malgrado, la tuia non attecchisce, annerisce e muore ancor prima di Capodanno. Il vento invernale, poi,  la sferza, la spoglia e la inclina di lato.  Anagni Cambia Anagni, tanti cittadini di buon senso sollecitano più volte la rimozione del secco albero, ma ancora Sindaco ed Assessori superficiali, incapaci e distratti. Risultato: quell’albero ormai secco da Natale continua a imbruttire quel nostro gioiello di piazza Innocenzo III e la città intera almeno fino a Pasqua! Eppure su quella piazza opera l’ Ufficio turistico, transitano migliaia di visitatori dei diversi musei, sono stati ricevuti ex capi di stato, girati filmati e, non da ultimo, operano esercizi commerciali della ristorazione e dell’accoglienza. In altro campo parleremo a ragion veduta di cialtroneria,  ma nella Pubblica Amministrazione ci limitiamo a constatare un’ allarmante inadeguatezza che costa ai cittadini più di quanto possano immaginare. Dieci mesi di mediocrità di governo amministrativo forse saranno tollerabili, ma altri quattro anni rischierebbero di diventare mortali per lo sviluppo della nostra città di Anagni (dell’ ignobile parcheggio parleremo in altra sede). Cambiare decisamente passo è obbligatorio e, se proprio il Sindaco  ci prova e non ci riesce, meglio farsi da parte perché questa città ha diritto ad essere amministrata per trattenere i propri figli e non per costringerli ad andare via.””

Anna Ammanniti

 

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