Anagni – Tasca agli industriali: “Il futuro della nostra terra non è diventare baricentrici nella gestione dei rifiuti” | TG24.info
Aggiornato alle: 13:05 di 19 Settembre 2021
Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Anagni – Tasca agli industriali: “Il futuro della nostra terra non è diventare baricentrici nella gestione dei rifiuti”

 ULTIME NOTIZIE
Anagni – Tasca agli industriali: “Il futuro della nostra terra non è diventare baricentrici nella gestione dei rifiuti”
30 Luglio
09:32 2021

 

 

 

Il consigliere comunale di minoranza Valeriano Tasca non ha gradito l’intervento del presidente di Unindustria Frosinone, Miriam Diurni riguardo l’industrializzazione nella Valle Del Sacco e la contrarietà di tanti soggetti che si oppongono alla realizzazione di impianti tipo il biodigestore. Il consigliere ha ribadito che non è contrario all’industrializzazione, ma lo sviluppo della provincia di Frosinone non è sicuramente quello di diventare baricentrici nella gestione dei rifiuti.

Queste le parole di Valeriano Tasca: “Ho letto con molto stupore le dichiarazioni del presidente di Unindustria Frosinone Miriam Diurni. Si afferma che vi sia un atteggiamo definito addirittura scorretto, da parte di alcuni oppositori, ma non si sa bene quali però, che rischierebbe di depauperare la Ciociaria allarmando la popolazione. Sarebbe giusto a mio avviso andare a vedere chi ha depauperato la Ciociaria negli anni addietro avallando scelte inopportune come quella di chiudere gli ospedali o strutture che davano servizi essenziali ai cittadini, chi ha distrutto a livello ambientale il nostro territorio e chi ha tracciato una sorta di direttrice degli investimenti industriali che poco hanno a che fare con, ad esempio, la tutela della qualità della vita dei cittadini. Io non sono un oppositore agli investimenti industriali che vogliono realizzarsi in questa zona ma sono contro certi tipi di idee che, penso, non debbano vedere la luce. Una di queste, lo dico a chiare lettere, è il biodigestore e l’impianto di compostaggio da 84mila tonnellate di rifiuti che vorrebbe essere realizzato ad Anagni. Non è un atteggiamento di opposizione allo sviluppo ma un’opposizione allo stravolgimento di quella che è la vocazione industriale di un territorio e il suo ambiente. Non è difficile da capire. Mi pare di scorgere nelle parole del presidente, che tra l’altro è di Anagni come me, delle vecchie idee liberali superate da decenni infarcendole con la solita solfa che noi si debba diventare come il Nord Europa, perché loro sarebbero bravi a cogliere opportunità che, ad esempio l’UE fornirebbe, mentre noi no perché ci sarebbero questi fantomatici oppositori che bloccherebbero tutto.

Forse il sindaco di Frosinone o quello di Patrica sarebbero degli oppositori perché non vogliono nella loro città impianti di trattamento dei rifiuti? Non credo. Come non credo che per giudicare lo stato di salute di un territorio vada preso solo l’indicatore dello sviluppo economico o industriale. Ce lo dicono gli indicatori geopolitici con i quali si “giudicano” gli Stati. Mentre negli anni ’90 si badava molto agli indicatori economici, oggi invece vengono analizzati i dati circa la qualità della vita, l’accesso alle strutture sanitarie, l’inquinamento ambientale, il grado di libertà di cui un cittadino può godere, la libertà di informazione e di avere una stampa libera e corretta. L’Italia non sta benissimo purtroppo.

Oggi, per fortuna, nell’analizzare lo sviluppo di un territorio si tengono da conto molti dati e poi si tirano le somme e per chi ama vedere le classifiche, andasse a vedere come sta messa la Provincia di Frosinone. Nella classifica finale del sole24ore del 2020 la Provincia di Frosinone sta all’85simo posto e non per colpa degli oppositori che con il loro atteggiamento impediscono la crescita del territorio. Su 107 province ricopriamo il posto numero 88 per ambiente servizi, 59 per giustizia e sicurezza, 71 per demografia e società, 85 per cultura e tempo libero, 74 per ecosistema urbano, 88 per tasso di occupazione, 95 per il gap occupazionale tra maschi e femmine e 34 per affari e lavoro. Questo ultimo dato quindi ci dice che proprio negli affari e nel lavoro noi non stiamo così male rispetto invece agli altri indici. Nessuno si schiera dietro il muro del no e nessuno vuol frenare lo sviluppo economico e industriale, se questo però rispetta quelli che sono gli altri fattori della vita sociale perché ricordo che come recita la nostra costituzione “l’iniziativa privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.

A volerla quindi dire tutta molti dicono no perché si rifanno a certi dettami e perché sono preoccupati di vedere depauperata ancora di più la nostra terra che doveva risorgere già ai tempi dell’accoro di programma firmato al MISE nel 2013 quando in campo vennero messi 91 milioni di euro. Addirittura qualcuno parlava che la zona industriale Anagni-Frosinone avrebbe visto una trasformazione industriale simile a quella della Regione del Nord Europa della Ruhr, ma mi pare che non si stato così. Concordo però con quanto dice il presidente Diurni quando afferma di sviluppare un dibattito sui temi importanti del nostro territorio coinvolgendo l’intera classe dirigenziale della Provincia di Frosinone e confrontarsi su quale debba essere il futuro della nostra terra che a mio avviso non può essere di certo quello di diventare baricentrici nella gestione dei rifiuti.”

Anna Ammanniti

 

 

Parole Chiave - Tags
  •  

IN EVIDENZA

.

SOCIAL
TOP NEWS