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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Anagni – Sindaco e maggioranza dicono sì al mega impianto di rifiuti

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Anagni – Sindaco e maggioranza dicono sì al mega impianto di rifiuti
24 Giugno
16:55 2021

 

 

 

 

Mentre nelle città limitrofe i sindaci lottano per allontanare la questione rifiuti dai loro territori (vedi Paliano e Colleferro) e un po’ più in là sindaci “ripudiano” il proprio partito in Regione per combattere l’insediamento di un impianto di rifiuti, (vedi Patrica) ad Anagni sindaco e maggioranza comunale promuovono l’apertura di un mega impianto che lavorerà 84 mila tonnellate di rifiuti l’anno.

Questa volontà va anche in barba a una delibera approvata dal Consiglio Comunale il 30 marzo 2017, votata appunto per tutelare il territorio dalla presenza di nuovi impianti inquinanti. Delibera votata all’unanimità, quindi anche da tre politici seduti oggi al governo anagnino (il sindaco Daniele Natalia, l’assessore Giuseppe De Luca e il consigliere Elvio Giovannelli Protani). Un impianto che tratta 84 mila tonnellate di rifiuti l’anno, parliamoci chiaro non è un’opportunità per la città e i cittadini. Un conto sarebbe progettare un impianto in cui si lavorano esclusivamente i rifiuti comunali, ma trattare una tale quantità di rifiuti è impensabile in un territorio fortemente martoriato dall’inquinamento. Nel 2017 fu pensata la moratoria proprio per allontanare dal territorio anagnino la possibilità di avviare attività ad alto impatto ambientale. Anagni fa parte del SIN per quale motivo? La legge Seveso cosa dice? Anagni è provvista di Pronto Soccorso? L’impianto che sta per nascere, con il bene placet della maggioranza consiliare, è collegato tra aziende classificate ad alto rischio e sembrerebbero non esserci le distanze previste dalla norma. Nelle aree SIN inoltre prima del rilascio del VIA servirebbe la caratterizzazione, che in questo caso sembrerebbe essere stata posticipata. I cittadini non vogliono un altro impianto ad alto impatto ambientale. Qui si muore di tumore, di malattie cardiovascolari e polmonari. C’è uno studio dei medici che lo afferma. Il passato insegna e non può essere dimenticato. Anagni ancora una volta viene considerata come una grande pattumiera. Si decanta la ripresa economica attraverso il turismo, l’esaltazione dell’immenso patrimonio culturale della città, cosa c’entra quindi l’impianto di rifiuti? Proprio ieri in Consiglio Regionale è stato approvato un emendamento sui distretti logistico-ambientali. È stato introdotto nella norma un principio fondamentale dell’economia circolare, ossia quello della valutazione e del recupero dei materiali, ancora prima che questi vadano ad alimentare impianti, che saranno commisurati al fabbisogno energetico dei distretti. “Una misura importantissima, che impedirà il proliferare ingiustificato di compound industriali e di mostri ecologici inutili e che rappresenta un ulteriore tassello della nostra rivoluzione per la Regione Lazio. La stessa localizzazione degli impianti, su cui sta lavorando la nostra assessora alla Transizione Ecologica, Roberta Lombardi, in stretta sinergia con le Amministrazioni locali, va in questa direzione, affinché l’individuazione di aree idonee sia strettamente legata alle necessità delle singole zone. Il principio del recupero dei materiali, del fabbisogno e quello della localizzazione e dell’idoneità dei siti, diventano il perno del cambiamento che stiamo portando in Regione Lazio.” Questo il comunicato stampa della portavoce Gaia Pernarella Movimento 5 Stelle Lazio. Un emendamento per mettere un punto, uno stop ai mega impianti. Quello che sta per nascere ad Anagni è per l’appunto un mega impianto. (foto di repertorio)

Anna Ammanniti

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