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Anagni – Scarichi fognari a cielo aperto, inquinamento acqua e suolo (video)

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17 Dicembre
14:14 2018
(di Anna Ammanniti) Acque reflue domestiche invadono i terreni a valle, distruggendo i fondi e lasciando uno sgradevolissimo odore; l’ennesima denuncia di un proprietario terriero che da decenni “accoglie” le acque scure della collina.

Un cittadino è da anni impossibilitato nel coltivare il suo terreno a causa di una situazione molto  grave. L’uomo possiede un terreno a Santa Cecilia, in zona Cuti, mille metri di terra ereditati dal papà, in cui sia nella parte ovest che in quella nord, defluiscono le acque reflue delle abitazioni site in collina. Acque logicamente puzzolenti e putride che scivolano nel suo terreno impedendogli di coltivarlo. Ma non solo, il povero uomo non può raccogliere neanche le sue olive e il continuo afflusso di acqua ha reso il terreno molto fragile ed oggetto di frane. Nel passato è successo che molte utenze in collina si sarebbero allacciate ai tombini stradali facendo quindi confluire le acque reflue in esse. I tombini stradali non hanno però raccordi collegati alle fogne né tantomeno alle fogne pubbliche, perché in quel tratto manca la rete fognaria, quindi il tutto viene scaricato nei terreni a valle. L’uomo nel corso degli anni ha informato della situazione tutti gli organi competenti, ma la problematica è rimasta inevasa, perché l’inghippo sarebbe in un’autorizzazione della soprintendenza archeologica che tarda ad arrivare!  Infatti la rete fognaria mancante dovrebbe partire dalla zona dell’ex clinica, in via Madonna delle Grazie per attraversare Santa Cecilia ed arrivare fino a Pistone Tofe. Dopo di che attraverserà la Casilina e proseguirà in località Pantanello dove si trova il cementificio, per arrivare fino alla farmacia di Osteria della Fontana. E’ però tutto fermo, perché sulla strada Casilina esiste un vincolo archeologico ed occorre l’autorizzazione della soprintendenza! Di fatto già dal 2017 è stato depositato e protocollato presso l’Ufficio Tecnico comunale il progetto per costruire la rete fognaria mancante in alcune zone di Anagni. Il progetto era stato seguito dall’allora consigliere comunale Paolo Lanzi e il gestore idrico Acea ha pronti 2 milioni e mezzo di euro da investire, per consentire l’ampliamento della rete fognaria. Sta di fatto che il cittadino e tantissimi altri residenti vivono da decenni un grave disagio e il continuo defluire delle acque reflue con il trascorrere del tempo sta causando l’inquinamento del suolo e dell’acqua. Una situazione che va ad aggiungersi alle già abbondanti criticità ambientali della zona.

Anna Ammanniti

 

 

 

 

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