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Anagni – Sanità: ancora lettere del sindaco alla Asl, disatteso l’atto aziendale: Tasca chiede intervento più decisivo

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Anagni – Sanità: ancora lettere del sindaco alla Asl, disatteso l’atto aziendale: Tasca chiede intervento più decisivo
24 Giugno
14:15 2020
Sono passati quasi due anni dalla tragedia che travolse la povera Annamaria, cittadina anagnina deceduta in seguito alla puntura di un calabrone. La sanità è da sempre argomento da battaglia di campagne elettorali, di concreto non si è raccolto mai nulla nel territorio. Anche questa volta si è svolto tutto come da “copione”.

Nulla è cambiato nella sanità anagnina, anzi parecchi servizi sono stati ulteriormente tagliati in barba al vigente atto aziendale. Il primo cittadino anagnino quasi due anni fa promise denunce presso la Procura e il disconoscimento dei rappresentati di appartenenza alla Regione. Ad oggi non si registrano azioni legali, né tantomeno “disconoscimenti”, il sindaco torna a scrivere una lettera alla Asl, snobbando tra l’altro la Commissione Sanità. Una lettera nella quale “promette” di valutare ancora una volta denunce da presentare insieme agli altri sindaci del comprensorio. Il consigliere comunale di minoranza Valeriano Tasca, membro della Commissione Sanità è venuto a conoscenza della lettera spedita dal sindaco alla Asl attraverso la stampa, abbastanza sorpreso commenta: “Ho saputo dai giornali della lettera del Sindaco Natalia inviata alla ASL di Frosinone in cui si afferma che qualora la ASL non riattivi i servizi fino a ieri presenti presso l’ex ospedale, i sindaci  valuteranno “la possibilità di denunciare alla Procura della Repubblica di Frosinone la ASL per interruzione di pubblico servizio”. Pur essendo un membro della commissione sanità io non ne sapevo nulla. A me certe azioni a base di lettere fanno solo sorridere ma capisco il tentativo di dover dimostrare alla cittadinanza che si sta facendo qualcosa per la questione sanità. In primis, ma quali sindaci firmeranno questa lettera? Dico ciò perché non mi pare ci sia una grossa unità di intenti sulla questione sanitaria. In realtà nell’ultimo incontro della commissione sanità avevo proposto di intraprendere alcune azioni come quello di un incontro tra i sindaci e sua eccellenza il Prefetto per mostrare in quale stato di disagio sanitario cronico si trovi l’area nord della Provincia. Non solo, ho chiesto al sindaco di farsi promotore di un incontro con il Presidente della Provincia Antonio Pompeo per affrontare il tema sanitario non solo riguardo l’area nord, ma circa tutto il territorio provinciale perché è evidente che ormai il problema sta nel fatto che non abbiamo più una sanità appetibile per chi volesse venirci a lavorare. Occorre che sia tutta la Provincia a chiedere alla Regione cosa questo territorio debba mettere in campo per avere seri investimenti sanitari. Non le briciole. Vanno coinvolti inoltre tutti i rappresentati politici del territorio circa la questione sanità altro che letterine ed è ora che si prendano tutti le proprie responsabilità se no che ci stanno a fare in Parlamento o in Regione? Ci tengo poi a dire che ad oggi è ancora in atto il vecchio atto aziendale che prevedeva alcuni servizi come ad esempio il day service e day surgery e un laboratorio di emergenza. Eppure il laboratorio analisi ci è stato chiuso proprio sotto la dirigenza di quel direttore generale della ASL che ha da poco lasciato il suo ruolo e che Natalia ringrazia sempre dicendo che con lui si stava intavolando un “proficuo dialogo”. Però io non capisco quale fosse stato questo dialogo giacché nel nuovo atto aziendale, che la Regione deve approvare, ma firmato dai sindaci, si prevedono minori servizi rispetto al precedente. Non serve ricordare che molti dell’attuale amministrazione, come me del resto, non fecero salti di gioia vedendo quello che c’era scritto nell’atto firmato dall’allora sindaco Bassetta e aggiungo giustamente. Cosa è cambiato? Non vorrei che si sia finiti dalla padella alla brace anche perché qualche sospetto ce l’ho, giacché quando venne chiuso il laboratorio analisi, che doveva essere sostituito dai POCT, mai arrivati, fui l’unico a parlare di depauperamento dei servizi. Non è più tempo delle lettere allora. Serve ben altro, serve una grande scossa politica.”

Anna Ammanniti

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