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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Anagni – Processo Marangoni, ovvero: qualcuno volò sul nido del cuculo

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Anagni – Processo Marangoni, ovvero: qualcuno volò sul nido del cuculo
19 Dicembre
09:33 2020

 

 

 

 

“Uno volò a est, uno volò a ovest, uno volò sul nido del cuculo”. Un processo con ben 57 parti lese, tra le quali sembra non figurare il Comune di Anagni.

È ormai noto il rinvio a giudizio delle sei persone accusate di disastro colposo e lesioni personali gravissime e malattie irreversibili (Massimo D’Alessandri, Mario Marangoni, Giorgio Italo Lamanna, Gerardo Magale, Gianluigi Carnevale, Luigi Marco Pucinischi), difesi dagli avvocati Enrico Morigi e Nicola Ottaviani. Nell’udienza di venerdì 18, a seguito delle repliche alla discussione effettuate dalle parti processuali, il GP Dott. Bracaglia Morante ha disposto, dopo oltre 10 anni di indagini, il rinvio a giudizio di tutti gli imputati; la celebrazione del processo inizierà il 16.04.21 dinanzi al Tribunale di Frosinone. Per gli imputati era presente il solo Avv. Nicola Ottaviani, il PM era Vittorio Misiti. Per le parti civili erano presenti gli Avv.ti Caterina Frattali, Vittorina Teofilatto, Angelo Galanti, Alessia Maggi, Renata Frattale e Roberta Ciavardini. Un processo destinato a fare scalpore, anche per il riferimento al “disastro ambientale innominato”, di cui all’art. 434 C.P., diverso seppur complementare al delitto di disastro ambientale, disciplinato all’ art. 452 quater C.P. (oltre la difesa del bene ambiente, riguarda il presidio della pubblica incolumità). Come il cuculo, che utilizza il nido di altri uccelli, nell’incardinamento del processo s’è assistito alla crescita del numero di parti lese, finora appunto 57, e non è escluso se ne aggiungano altre. La Marangoni, che nata come Ceat Pneumatici rappresentò l’inizio del benessere economico della zona e soprattutto delle famiglie, si trova sul banco degli imputati in quello che si profila come il Processo di Norimberga per la Valle del Sacco. Se tra le parti lese sembra non figurare il nome del Comune di Anagni, tra gli accusati non appare il nome della Politica. Eppure lo spartiacque che decretò l’inizio della fine, la nascita del termocombustore, fu gestito soprattutto dalla politica; tra ipocrisie, stratagemmi e stregonerie. Non mancheranno colpi di scena.

Jackal

 

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