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Anagni – Processo Marangoni: ammesse altre parti civili, tra cui persone danneggiate con patologie

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Anagni – Processo Marangoni: ammesse altre parti civili, tra cui persone danneggiate con patologie
27 Settembre
19:15 2021

 

 

Si è tenuta oggi, presso il Tribunale di Frosinone, l’udienza relativa al processo Marangoni. I vertici della società Marangoni a dicembre scorso sono stati rinviati a giudizio per i fatti del 2009, dovranno rispondere per i reati di disastro ambientale, omicidio colposo e lesioni personali.

Il 25 marzo 2009 i cittadini residenti ad Anagni nelle vicinanze dello stabilimento Marangoni si svegliarono ricoperti di polvere nera. Nelle adiacenze dell’impianto di produzione di pneumatici si era verificato un incidente con fuoriuscita di particolato carbonioso, il “carbon black”. La sostanza si era depositata su un’ampia area circostante, coinvolgendo abitazioni, attività agricole, zootecniche, commerciali e industriali. A seguito della fuoriuscita di carbon-black, l’allora commissario prefettizio del Comune di Anagni, Ernesto Raio con un’ordinanza vietò la raccolta e il consumo di ortaggi e frutta coltivati nei terreni insistenti l’inceneritore nel raggio di 500 metri. La ASL locale fece svolgere analisi su campioni animali e di foraggio, dalle quali risultò una grave contaminazione da PCB-diossinosimili e metalli pesanti. Il 24 aprile dello stesso anno ci fu un altro incidente, questa volta al termocombustore della Marangoni. Gli abitanti delle zone, in seguito agli incidenti, denunciarono di essersi ammalati col tempo di diverse patologie, inoltre tra il 2004 e il 2014 morirono 21 persone. Nel 2015 la Procura di Frosinone avviò un’indagine epidemiologica per accertare la presenza di alcune patologie tumorali fra i residenti della località “Quattro Strade”. In questi lunghi anni le parti civili sono andate avanti con fiducia, alcune di loro sono patrocinate dall’avv. Vittorina Teofilatto. Queste le parole dell’avvocato: “Con l’udienza di oggi sono state ammesse delle parti civili al processo. Si tratta di persone che risultavano offese, ossia già individuate come persone offese dal Pubblico Ministero e persone danneggiate con patologie collegabili all’inquinamento da diossina. Il giudice ha rinviato al prossimo 17 gennaio perché alcune notifiche fatte alle persone offese non erano state perfezionate.”

Anna Ammanniti

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