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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Anagni – Nello Di Giulio: “Crisi del commercio e vuoto della politica amministrativa”

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Anagni – Nello Di Giulio: “Crisi del commercio e vuoto della politica amministrativa”
13 Gennaio
13:00 2020
Il 2019 si è chiuso lasciando parecchio amaro in bocca alla comunità anagnina per la chiusura di diverse attività commerciali, presenti sul territorio da decenni.

La crisi economica ha sicuramente il suo peso, ma non sono assolutamente da trascurare altri aspetti che nei prossimi giorni tratteremo. Il consigliere comunale di minoranza Nello Di Giulio interviene sulla crisi del commercio anagnino: “La città di Anagni, interessata da una profonda crisi industriale, abbisogna di una chiara riconversione strategica dello sviluppo che passa significativamente attraverso il settore del commercio  nelle sue forme diversificate di punto fisso, ambulante, di vicinato, di espressione del territorio, di attività turistiche ed enogastronomiche. Sottovalutare il settore nel mentre si sostiene un presunto rilancio della città è pura contraddizione in termini! Eppure questa amministrazione del sindaco Natalia non ha fino ad oggi prodotto alcuna idea, alcun piano d’intervento, alcuna azione concreta in questo importante settore su cui altri fondano occupazione, benessere, salvaguardia di valori e della qualità della vita nel cuore delle città. La chiusura contemporanea a fine 2019 di tanti esercizi nel centro urbano di Anagni dovrebbe indurre almeno ad un’analisi approfondita -seppur tardiva-   ma appare di tutta evidenza il vuoto assoluto da parte dell’assessora Retarvi depositaria della relativa delega sin dall’avvio dell’amministrazione. Uniche dichiarazioni quelle del Sindaco ad un organo di stampa caratterizzate da una superficialità disarmante. Pensare, ad esempio, che la chiusura di noti esercizi di ristorazione nel nostro centro storico -segnatamente nella piazza centrale, nei pressi del municipio e non solo-  possa trovare motivazioni nella flessione dello 0,4% del commercio nazionale al minuto è perlomeno azzardato. Dimenticare, poi, che il settore dell’enogastronomia registra da anni numeri positivi in tutta Italia, a partire dai borghi e dai centri minori come Anagni, non è di certo buon segno di credibilità nel presunto impegno per il rilancio della città. È vero, il Sindaco dichiara anche che “il 2020 sarà l’anno in cui i progetti saranno realizzati” ma nel commercio, come e più che in altri settori, di progetti e di programmi non ne esiste traccia pubblica traccia alcuna! E se avesse credito il resto della medesima lunga dichiarazione “tutti gli assessori verranno valutati e giudicati in relazione ai risultati che porteranno a casa” il Sindaco (a prescindere che l’aveva detto anche nel 2019) dovrebbe prendere atto che la sua assessora al commercio, per quanto mite persona, è risultata totalmente estranea alle complesse problematiche ed alle potenzialità del settore. Attendere ancora un anno dopo il vuoto oggettivo registrato nel 2018 e nel 2019 significherebbe voler male alla città di Anagni in un continuare a ripetere inutili “tagliandi”  assessorili sulla pelle e sulle difficoltà degli anagnini. Il rispetto di quelle famiglie che hanno dovuto abbassare la saracinesca esige interventi correttivi immediati come pure lo esige assolutamente la storia ed il benessere della città di Anagni non riducibile a quella “desolation road”  citata in questi giorni su alcuni articoli di stampa. Perdere altro tempo, secondo noi di “Anagni cambia Anagni”,  sarebbe politicamente imperdonabile.”

Anna Ammanniti

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