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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Anagni – In vicolo Cellacchio il Museo della Stampa

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Anagni – In vicolo Cellacchio il Museo della Stampa
13 Luglio
19:31 2020
“Memorial Natalia – da J. Gutenberg ai nostri giorni”; macchinari, reperti e vere leccornie per gli appassionati della stampa.

Dopo circa 600 anni dalla nascita di Giovanni Gutenberg, Giovanni Ciccotti ha recuperato veri e propri tesori mettendoli a disposizione dei curiosi e dei giovani desiderosi di conoscere i primi passi della meravigliosa avventura che consente oggi di avere un’informazione compiuta ed attendibile. Giovanni Ciccotti ha lavorato per anni nella Tipografia situata in pieno centro storico, a poche decine di metri dal Museo. Ad onorare Giovanni nella presentazione del Museo, oltre al sindaco Daniele Natalia (della omonima famiglia ispiratrice del Museo), l’assessore Valentina Cicconi ed il consigliere Elvio Giovannelli Protani. Non poteva mancare il Prof. Tommaso Cecilia, custode delle memorie e tradizioni della città dei papi. Al centro dell’attenzione numerosi stampati (manifesti, locandine, opuscoli, trattati …) che strappavano ai visitatori espressioni di sorpresa ed incredulità. Soprattutto, però, i numerosi preziosi elementi di stampa che grazie al Museo consentiranno di spiegare ai giovani il salto dalla totale manualità alla tecnologia da smartphone. Appena fino all’inizio degli anni settanta, infatti, per comporre un manifesto o la pagina di un libro e di una rivista, oltre che una relazione o un comunicato, il tipografo utilizzava lettere singole in bronzo, affiancate a centinaia ed a migliaia con pazienza certosina. Dopo l’incasellamento ed il controllo dei livelli, si passava all’inchiostratura, e da qui alla correzione e successivo completamento. Quindi, alla stampa, operazione affascinante e affatto facile. Verso la metà degli anni settanta arrivò a Frosinone la prima macchina linotype a freddo, vera rivoluzione del settore. L’applicazione dagli effetti più evidenti fu quella utilizzata per la stampa dei quotidiani.  La canzone di Lucio Dalla “Come è profondo il mare” fa riferimento ai linotipisti come popolo della notte che, al termine del lavoro, si ritrovano nei bar e nelle osterie rimanendo svegli fino all’alba. Il Museo della Stampa merita sicuramente una visita.

Jackal

 

 

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