Anagni – Impianto di rifiuti, scelta che cambierà la città, parlano i consiglieri di minoranza (VIDEO) | TG24.info
Aggiornato alle: 23:57 di Mercoledi 27 Ottobre 2021
Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Anagni – Impianto di rifiuti, scelta che cambierà la città, parlano i consiglieri di minoranza (VIDEO)

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01 Luglio
21:22 2021

 

 

(di Anna Ammanniti) Nella conferenza stampa del tardo pomeriggio di ieri, i consiglieri comunali di minoranza (Sandra Tagliaboschi, Valeriano Tasca, Fernando Fioramonti, Alessandro Cardinali e Nello Di Giulio) hanno affrontato l’argomento “scottante” del biodigestore, iniziando dalla richiesta del consiglio comunale diventato poi “aperto” senza esserne a conoscenza.

La città non era a conoscenza della volontà del sindaco di Anagni di autorizzare un mega impianto che lavorerà 84 mila tonnellate di rifiuti l’anno. Dopo tre anni e diversi step avviati per l’autorizzazione quasi definitiva, sono stati i consiglieri di minoranza ad informare la città su quanto sta accadendo. Una moratoria del 2017, mai presentata in Regione dall’amministrazione comunale durante la pratica riguardante il biodigestore. La delibera con la quale 4 anni fa si è voluto scongiurare l’insediamento ad Anagni di un grande impianto di rifiuti e non è stata considerata dal sindaco e dalla sua maggioranza, ma non annullata in sede di Consiglio Comunale. Anagni è una città piena di storia, bellezza e cultura. Il futuro della città dei papi è il turismo, non un mega impianto di rifiuti! La maggioranza consiliare aveva promesso che sarebbero arrivati i bus pieni di turisti e non bilici carichi di immondizia!

I consiglieri di minoranza non hanno intenzione di stare con le mani conserte a guardare la città che cambia immagine e che da città d’arte diventa città dell’immondizia. Venerdì prossimo organizzeranno un’assemblea pubblica con la quale parleranno ai cittadini. Stanno valutando un ricorso al Tar e di fare le battaglie nei posti chiave, in quelli che contano. “Ai nostri figli vogliamo lasciare una visione turistica della città.” La speranza è che questa amministrazione comunale non venga ricordata come l’amministrazione della monnezza e i consiglieri di minoranza chiedono l’appoggio del popolo per un intervento efficace,  per far cadere nel vuoto la volontà di insediare il mega impianto di rifiuti. “Dobbiamo avere la consapevolezza che questo mostro che entrerà nella nostra città cambierà il nostro futuro. Anagni rischia di essere trasformata dall’immondizia. Il biodigestore lavorerà il rifiuto organico e questo tipo di rifiuto può arrivare da qualsiasi paese, il mercato è libero. Non possiamo accettare questo destino. Il casello autostradale non può essere il casello del rifiuto. Ci sono alberghi, attività, abitazioni. Queste le parole del consigliere Nello Di Giulio.

Il consigliere Sandra Tagliaboschi ha spiegato che avevano richiesto una seduta consiliare non aperta e nessuno li aveva avvisati della presenza, in Consiglio dei diretti interessati al biodigestore. Gli industriali e i tecnici inoltre erano parte integrante del Consiglio, tanto è vero che non hanno a inizio seduta prenotato l’intervento, ma era già dato per scontato la loro presenza con la proiezione di slide. Tagliaboschi ha spiegato come è nata nel 2017 la ormai “famosa” delibera, voluta all’epoca da tutta l’amministrazione, compreso dall’attuale sindaco e da due consiglieri che oggi sono ancora parte del Consiglio. Tutti erano convinti che Anagni come territorio aveva già dato moltissimo in termini ambientali. Sandra ha sottolineato che gli impegni nei confronti del popolo vanno rispettati. Quella delibera ancora c’è, non è mai stata sconfessata in sede di Consiglio Comunale. “La città non è rappresentata solo dal sindaco ma da tutti i consiglieri!”

Il consigliere Valeriano Tasca ammette che si aspettava mercoledì scorso un Consiglio Comunale politico-istituzionale e non la passerella dei tecnici dell’azienda promotrice dell’impianto, venuti a dire quanto è bello e buono il biodigestore. “Ci saremmo aspettati una correttezza istituzionale nell’avvertirci della presenza dei tecnici. Ci saremmo aspettati dal sindaco il passaggio in Consiglio. Ho fatto un’interrogazione a gennaio scorso sul biodigestore, non ho ottenuto mai risposta. La città andava avvisata attraverso il Consiglio. Fino a prova contraria siamo in democrazia. E poi non si può andare in conferenza di servizi e dire sì al biodigestore, senza tra l’altro senza avere il supporto di nessuna osservazione tecnica dei tecnici comunali. Questo per noi è assurdo! Ma poi come si fa ad andare in una trasmissione a sminuire l’inquinamento della Valle del Sacco? Affermare che l’inquinamento di Anagni è dato dal traffico veicolare! Ma anche se così fosse, il sindaco di Anagni ha letto che passerà un camion ogni 7 minuti tutti i giorni e il sabato un camion ogni 4 minuti? I camion non fanno inquinamento? Senza contare che l’unico dato di fatto è che arriveranno i rifiuti ad Anagni e la città diventerà baricentrica per quanto riguarda il discorso della gestione dei rifiuti e fino a ieri questo rischio era stato scongiurato. Qualcuno ha deciso che questa città deve diventare la terra dei rifiuti. Noi abbiamo paura, perché le voci che ci arrivano non sono rassicuranti. La nostra paura è anche che, dopo il biodigestore ci sia lo stoccaggio dei rifiuti e una discarica, 84 mila tonnellate di rifiuti sono follia pura!

Il consigliere Fernando Fioramonti ha spiegato che la democrazia partecipata è esattamente l’opposto di quello a cui hanno assistito nel corso del Consiglio di mercoledì scorso. “Quando uno viene eletto sindaco, viene dato per 5 anni il mandato di amministrare la città e questo non significa che diventi padre-padrone della città. Viviamo in una valle inquinata e il sindaco continua a dire che non è vero. Invito l’assessore all’Ambiente a tirare fuori i documenti che smentiscono l’Ispra e l’Arpa e che ci indicano che questa zona non è una valle inquinata. Questo è un impianto talmente impattante per tutto il territorio che i cittadini devono essere informati e coinvolti nelle decisioni che devono essere prese per la loro salute.”

Il consigliere Alessandro Cardinali è tornato sulla moratoria del 2017, evidenziando che la delibera è ancora vigente, perché il Consiglio Comunale, che è l’organo che l’ha deliberata, non è tornato a decidere di toglierla. L’amministrazione prima di dare il parere favorevole deve tornare in Consiglio e chiedere a tutti i consiglieri cosa ne pensano e così solo capiremo quale è l’intenzione di ognuno di noi. Anche perché nell’ultimo Consiglio non c’è stato modo di capire quale è la posizione dell’assessore all’Ambiente, che ha ritenuto in un consiglio che parlava di ambiente, di non intervenire. Nemmeno i consiglieri di maggioranza si sono espressi e in quel Consiglio non si è giunti a votazione perché era aperto.”

Il consigliere Nello Di Giulio ha affermato che il biodigestore se andrà in porto, sarà devastante per la città di Anagni, non solo in termini ambientali ma anche economici e soprattutto di immagine. “Dice il sindaco <perché dovrei dire di no?>, ma io mi domando <perché la città dovrebbe dire si a questo impianto>. È devastante per chiunque abbia una visione coerente, moderna, di sviluppo della città. Devono essere valorizzate le sue potenzialità che mai nessuno ha messo a reddito. Il sindaco scopre questo amore per il biodigestore, è la prova provata che non ha la conoscenza della città che sta amministrando. L’arrivo di questa quantità di rifiuti è un colpo sinistro, che cambierà l’immagine di Anagni anche per avere flussi turistici. Anagni sarà macchiata dall’impianto. Nel campo industriale, quando arriveranno i bilici carici di immondizia, nessuno verrà più ad investire qui in termini di ricerca e di innovazione. Questa sarà una trasformazione folle di Anagni. Una città che nonostante quello che è l’area della Valle del Sacco, ha riscoperto l’agricoltura. Abbiamo aziende vitivinicole di qualità che sposano perfettamente con l’immagine di Anagni e questa non può essere cambiata perché al sindaco tutto di un tratto è venuto in mente di innamorarsi del biodigestore.”

Anna Ammanniti

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