Anagni – Il ragionier Fasani a politici e funzionari: “seguire l’onestà, non l’utile personale” | TG24.info
Aggiornato alle: 13:00 di 24 Gennaio 2021
Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Anagni – Il ragionier Fasani a politici e funzionari: “seguire l’onestà, non l’utile personale”

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Anagni – Il ragionier Fasani a politici e funzionari: “seguire l’onestà, non l’utile personale”
12 Gennaio
18:00 2021
Il Rag. Vincenzo Fasani, nominato dal Prefetto a reggere il settore Finanziario, ha salutato gli amministratori ed i cittadini con una lettera degna di un filosofo, garbata ma sferzante.

Dopo il “Carissimi, voglio farVi arrivare il pensiero e le considerazioni maturate in questo breve periodo di permanenza nel Vs comune” ed il saggio “Nella mia carriera che ormai sta per giungere a termine, ho sempre rifiutato incarichi in comuni di media grandezza come questo, in quanto conscio delle difficoltà a cui sarei andato incontro sia dal punto di vista gestionale che umano, e sinceramente preoccupato che forse mi sarei trovato a fare il passo più lungo della gamba”, la premessa “Ma quando quel pomeriggio della fine di febbraio 2018, mi giunse inaspettata la chiamata della Prefettura di Frosinone, che mi obbligava senza soluzione di continuità a prendere servizio presso il Comune di Anagni, per collaborare con il Commissario Prefettizio appena insediato, giusto il tempo della sua gestione, ho capito in quel momento che la mia vita professionale avrebbe subito un cambiamento epocale”. Quindi “per sano spirito di servizio, armi e bagagli mi sono immerso in questa nuova avventura. Le difficoltà iniziali sono state tante, ma quello che mi dava speranza era avere come interlocutore, un unico organo amministrativo per lo più in rappresentanza dello Stato”. All’arrivo di Natalia “non mi sembrava il caso di lasciare la nave in balia delle onde, ed ho accettato, sempre con la speranza che la situazione si potesse risolvere di lì a breve. E’ passato però un altro anno, ma non vedendo alternativa, decisi di rassegnare le dimissioni per motivi di salute e di carichi di lavoro prima il 01/01/2019 e poi a partire dal 01/09/2020. Nulla di fatto, la morte improvvisa del povero segretario Vinci, mise in crisi la mia scelta”.

L’epilogo “Oggi credo di aver terminato la mia corsa, è giunto il momento di separare la pelle dalla camicia, intendendo per camicia lo spirito di servizio, e per pelle, la stessa salute e gli affetti familiari, per non serrare troppo il pugno e perdere tutto quello che vi è dentro”. Il succo “l’uomo, specialmente se investito di una pubblica funzione, deve fare del tutto per non essere giudicato rispetto al compito che si trova a svolgere, ma rispetto al modo con cui lo adempie”. Il monito “Il funzionario pubblico (come del resto anche il politico) deve seguire nel suo comportamento la prudenza e non l’astuzia, perché la prudenza segue l’onestà più che l’utile, l’astuzia tiene conto solo dell’interesse personale, i disegni fondati sull’astuzia escono nulli e portano ben presto alla corruzione, perché vivere in malafede è come mentire a se stessi, fino a credere di non essere liberi di scegliere la propria strada, mentre tutti se liberi possiamo farlo”.

La pillola “prendo gli eventi con filosofia, in quanto nella nostra esistenza ci dovremmo preoccupare solamente di quello che possiamo cambiare, di tutto il resto non dovremmo neppure interessarci. Grazie per avermi accettato nella vostra realtà, di avermi dimostrato in più occasioni affetto e gratitudine, stima e rispetto”.  Alle persone  “Un grazie particolare ai miei più stretti compagni di viaggio, che mi hanno assecondato in questa breve esperienza; in primis i colleghi, a loro dico bravi, perché si distinguono ogni giorno per le qualità professionali ed umane che mettono nel loro servizio. In secondo luogo e non per importanza, un grazie lo voglio rivolgere al mio diretto interlocutore politico, ossia il giovane assessore al bilancio, che seppur alla sua prima esperienza amministrativa, è stato con me sempre attento e curioso, avido nel sapere e paziente nell’ascoltare. Al primo cittadino di Anagni, a Daniele, al quale va tutta la mia stima e rispetto, chiedo umilmente scusa se non ho potuto rispettare gli impegni presi, ma si sa il matrimonio si fa quando possibile in due, e questa volta anche la mia amministrazione ha ritenuto giusto, se pur con qualche sacrificio economico in più, far rientrare un po’ del proprio personale dalle convenzioni, iniziando dalle più onerose in termini di servizio. Di nuovo grazie, con affetto”.

Jackal

 

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