Anagni/Frosinone – Il Coordinamento Donne denuncia la violenza di linguaggio di Beppe Grillo | TG24.info
Aggiornato alle: 14:45 di Venerdi 25 Giugno 2021
Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Anagni/Frosinone – Il Coordinamento Donne denuncia la violenza di linguaggio di Beppe Grillo

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Anagni/Frosinone – Il Coordinamento Donne denuncia la violenza di linguaggio di Beppe Grillo
22 Aprile
12:00 2021

 

 

 

Lo scorso lunedì, Beppe Grillo ha pubblicato sui social un video in cui ha difeso il figlio Ciro in modo piuttosto concitato. Ciro, 20 anni è indagato insieme ad altre tre persone, dalla procura di Tempio Pausania (SS), per violenza sessuale di gruppo, nei confronti di una ragazza conosciuta in vacanza. I fatti sarebbero avvenuti in Sardegna, nell’estate del 2019 nella casa di Beppe Grillo a Porto Cervo.

Beppe Grillo nel video ha difeso il figlio sostenendo che lo stupro non è mai avvenuto e che la ragazza fosse consenziente, a sostegno della sua tesi il fatto che la donna abbia denunciato con ritardo l’abuso. Aggiunge Grillo, sempre nel video: “Voglio chiedere veramente perché un gruppo di stupratori seriali compreso mio figlio non sono stati arrestati? La legge dice che gli stupratori vengono presi e vengono messi in galera e interrogati in galera o ai domiciliari. Sono lasciati liberi da due anni, perché? Perché non li avete arrestati subito? Ce li avrei portati io in galera a calci nel culo. Perché? Perché vi siete resi conto che non è vero niente che c’è stato lo stupro, non c’entrano niente. Perché una persona che viene stuprata la mattina, al pomeriggio va in kitesurf e dopo 8 giorni fa una denuncia, vi è sembrato strano. È strano”.

Il Coordinamento Donne Lega SPI CGIL Frosinone/Anagni denuncia la violenza e l’inadeguatezza di contenuti e linguaggi nell’intervento di Beppe Grillo a favore del figlio accusato di stupro. “Con toni rabbiosi e parole aggressive, Grillo trasforma la vittima in colpevole. 1 La denuncia dello stupro – è strana – dice – perché̀ presentata dopo una settimana dall’abuso. Grillo ignora il Codice Rosso ormai legge di ordinamento dello stato italiano, peraltro proposta dal Movimento 5Stelle (Novembre 2020): la vittima può̀ presentare denuncia nei sei mesi successivi. 2 La ragazza merita rispetto fino a sentenza. 3 Dare in pasto ai media la sua comunicazione con toni spettacolari e violenti è irriguardoso nei confronti delle donne e della Magistratura. 4 “Il frasario” utilizzato da Grillo giustifica comportamenti di educazione maschilisti e politicamente indegni. Ancora una volta gli stereotipi sulle vittime di violenza (ritardo della denuncia, presunti comportamenti inadeguati della vittima, ecc.) tendono a consolidare la cosiddetta “cultura dello stupro”.”

Anna Ammanniti

 

 

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