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Anagni – Esposto sul muro di Vicolo San Michele, risponde il Genio Civile

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Anagni – Esposto sul muro di Vicolo San Michele, risponde il Genio Civile
11 Febbraio
20:01 2019
Il Meetup Anagni 5 Stelle, a dicembre scorso, ha presentato un esposto al Prefetto, al Genio Civile, alla Polizia Locale e al Sindaco, riguardo il muro di Vicolo San Michele.

Gli attivisti del Meetup Anagni 5 Stelle avevano evidenziato come il muro pericolante, sul punto di crollare, vive il dissesto da tre amministrazioni.  Dal 2013 infatti il muro di contenimento in pietra alto 8 metri, sito nel pieno centro storico cittadino, incombe sull’incolumità delle famiglie, che vivono all’ombra del manufatto. I primi segni del dissesto strutturale del muro che delimita a monte la zona, furono denunciati a gennaio nel 2013, dai residenti del vicolo, quando l’amministrazione comunale era guidata dal sindaco Carlo Noto. A seguito della segnalazione, intervennero congiuntamente i Vigili del Fuoco e l’Ufficio Tecnico comunale, che effettuarono le operazioni di salvaguardia urgenti, con il puntellamento del paramento murario. Un anno e mezzo dopo, la risoluzione della problematica fu affidata all’amministrazione diretta dal sindaco Fausto Bassetta, che aveva dovuto gestire una situazione aggravata dall’inerzia dei predecessori. Le condizioni del muro, infatti, destavano maggiori preoccupazioni a causa dei puntelli che erano ormai allentati, dall’inesorabile effetto delle escursioni termiche che ben si accanirono sui presidi in acciaio e legno. I residenti allarmati dai sinistri scricchiolii di quello che ormai viene visto come un “mostro”, non restò che invocare nuovamente un sopralluogo dei Vigili del Fuoco. L’ordine immediato fu di rinserrare i puntelli e grazie alla caparbietà del sindaco Bassetta si appaltò il lavoro di somma urgenza. Venne realizzata una paratia con pali in cemento armato alle spalle del paramento murario e a fine lavori, venne revocata l’ordinanza di sgombero ed invitati i residenti, precedentemente allontanati, a rientrare nelle loro abitazioni. A questo punto era lecito credere che il pericolo fosse rientrato e che il muro fosse stato messo in sicurezza e la deroga per “Somma Urgenza” che era solo temporanea ed aveva permesso di iniziare le opere per eliminare la situazione di pericolo, avesse seguito con la normale procedura autorizzativa, quindi con il conseguente deposito del progetto presso il Genio Civile. E concetto importante prima della messa in esercizio, le opere, comprese quelle direttamente realizzate dalla Pubblica Amministrazione, devono essere soggette a Collaudo Statico. Inoltre il territorio di Anagni è classificato in zona sismica, quindi le costruzioni devono resistere non solo ai carichi gravitazionali, ma anche alle spinte orizzontali innescate da un possibile evento sismico. Ad oggi, a distanza di sei anni dalla prima segnalazione, il muro rimane puntellato ed è una minaccia per i frequentatori della zona. Nel mese di agosto 2018, la nuova amministrazione guidata dal sindaco Daniele Natalia ha ricevuto una nuova segnalazione dai residenti, che convivono ormai con la paura del “mostro”. Un corteo di responsabili dell’Ufficio Tecnico e di delegati dell’amministrazione appena insediata, con il “neo-assessore” ai Lavori Pubblici, effettuò un nuovo sopralluogo. L’allora assessore Simone Pace rassicurò che il muro in questione non era pericolante e che l’amministrazione Natalia per riqualificare l’area di Via San Michele, aveva ideato una tabella di marcia con alcuni obiettivi immediati da raggiungere ed altri più complessi che si sarebbero sviluppati in un arco di medio-lungo periodo. Il  Meetup Anagni 5 stelle ha richiesto l’accesso agli atti per verificare la regolarità della documentazione in archivio presso l’Ufficio Tecnico comunale e avendo riscontrato la mancanza del documento propedeutico alla dichiarazione di cessato pericolo, ovvero il Certificato di Collaudo Statico delle opere di messa in sicurezza, ha rimesso il tutto nelle mani delle autorità competenti, protocollando in data 19 dicembre 2018, un esposto indirizzato al Prefetto, al Genio Civile, alla Polizia Locale e al Sindaco. “Ci teniamo a precisare che non stiamo affermando che non sia stato redatto il Certificato di Collaudo Statico, anche perché auspichiamo che le dichiarazioni di eliminazione del pericolo siano state rese confortati dalla presenza delle obbligatorie certificazioni. Stiamo però dicendo che non vi è traccia del documento nel fascicolo visionato presso l’Ufficio Tecnico comunale.”

In questi giorni è arrivata la risposta da parte del Genio Civile di Frosinone che chiede all’amministrazione comunale di verificare la regolarità delle opere realizzate, come dagli attivisti contestate nella segnalazione.  Il Meetup Anagni 5 Stelle quando analizzò la documentazione reperita, notò l’assenza del Certificato di Collaudo Statico delle opere di messa in sicurezza del muro, adempimento obbligatorio anche nel caso di lavori realizzati con la procedura di “Somma Urgenza”. Il Genio Civile, ufficio preposto al deposito di tutte le pratiche edilizie inerenti lavori strutturali, ha le stesse incertezze del Meetup, così chiede all’amministrazione comunale di fare tutti gli accertamenti per verificare l’esistenza di possibili irregolarità e di fornire, tutta la documentazione riguardante i lavori eseguiti sul muro in Vicolo San Michele, a partire dal possesso delle obbligatorie autorizzazioni sismiche. Dal 2012, a garanzia della trasparenza, tutte le pratiche edilizie vengono inviate al Genio Civile tramite una piattaforma web, oggi denominata OPENGENIO, per cui è singolare che la pratica autorizzativa e il relativo Collaudo Statico delle opere realizzate nel 2014 non siano rintracciabili.

Il Meetup Anagni 5 Stelle: “Auspichiamo che il nuovo delegato ai Lavori Pubblici, o nelle more della sua designazione, il sindaco Daniele Natalia, possa rispondere ai cittadini, circa l’esistenza o meno delle dovute autorizzazioni che hanno permesso alla precedente amministrazione di liquidare i lavori di messa in sicurezza e soprattutto di far rientrare nelle proprie case i residenti della zona che erano stati allontanati a salvaguardia della propria incolumità.”

Anna Ammanniti

 

 

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