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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Anagni – Cultura e Identità tra Arte, Fede e coincidenze della Storia

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Anagni – Cultura e Identità tra Arte, Fede e coincidenze della Storia
12 Agosto
16:30 2020
Il week-end del confronto, che non è stato dialogo né dibattito, ha visto vincitore assoluto Bonifacio VIII, vero protagonista; unico gigante, tra nani del rispetto e della convivenza.

Il buon Benedetto Caetani, sorvolando su strafalcioni e scivoloni, dal suo trono strizzava il marmoreo occhio alla dirimpettaia, messaggiandole “Serena, ma questi di cosa parlano?”. Neppure Magdi, infatti, aveva realizzato come Piazza Innocenzo III avesse confermato di recente la sua valenza storico/religiosa. Proprio di fronte alla loggia di Palazzo Moriconi, magnifico palco in travertino dai cui scranni sono partite addì 2020 bordate ed invettive da Santa Inquisizione, c’è la prova della vittoria d’Oriente contro gli antichi e moderni crociati. Nei locali a piano terra, dov’era il Sangraal, s’è insediato Vittorio Emanuele, monarca da belle epoque grazie all’affascinante imprenditrice di origini musulmane la quale, sfoderando il sorriso invece che la scimitarra, ha bissato il successo di Saladino conquistatore di Gerusalemme. Come non ricordare che lo stesso Guglielmo di Nogaret, autore e protagonista dello schiaffo a Bonifacio, annientò i Templari (13 ottobre 1307) arrestando il Gran Maestro Jacques De Molay ed iniziando il sistematico annientamento dell’Ordine? E proprio De Molay, mentre bruciava sul rogo (18 marzo 1314), predisse la morte imminente di Filippo il Bello e Clemente V nemico di Bonifacio. I due morirono entro pochi mesi, mentre a Roma infuriava la peste; e come ristoro Anagni diede i natali a Nicola Cabrini figlio di Lorenzo, Cola di Rienzo. Finiva il Medio Evo, iniziava l’era moderna. Piazza Innocenzo III, ombelico del mondo e della Storia.

Jackal

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