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Anagni – Conto bancario bloccato, imprenditore da anni senza risposte

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Anagni – Conto bancario bloccato, imprenditore da anni senza risposte
07 Dicembre
12:15 2016

 

 

(di Anna Ammanniti) Una nota impresa anagnina vive da tempo una triste vicenda con un istituto di credito, nel quale ha aperto conti correnti dal lontano 1980.

Protagonista un noto imprenditore anagnino, che per ovvi motivi rimane nell’anonimato, così come resterà l’altra parte, un istituto di credito bancario con sede ad Anagni al quale chiaramente se lo riterrà opportuno sarà dato diritto di replica o rettifica.
Raggiunti in redazione dal legale del imprenditore, l’avvocato Emanuele Fierimonte, ci ha raccontato quanto da anni vive l’azienda.
L’impresa opera da diversi anni nel settore dell’edilizia, è un’azienda sana, in attivo. L’imprenditore dagli anni ’80 ha aperto un conto personale nella banca e nel 2010 uno intestato alla società. Dopo un periodo di tempo, l’imprenditore non riesce a fare operazioni di prelievo perché il conto risulta bloccato, il paradosso è però il fatto che le operazioni di versamento poteva effettuarle”. Informatosi in banca si sente rispondere che hanno ritenuto bloccare il conto, perché il signore ha degli insoluti con Equitalia. “La perplessità – aggiunge l’avvocato – è il fatto che Equitalia avanza dei crediti, ancora non accertati e ovviamente contestati, intestati all’imprenditore e non alla società. La società è una SRL e niente ha a che vedere con le vicende personali dell’imprenditore e soprattutto i debiti con Equitalia sono da accertare“.
Si chiede – aggiunge il legale – lo sblocco del conto e ciò non avviene. Dopo tre anni ancora tutto risulta bloccato. La banca nel 2015 recede dal contratto, ma in sostanza il contratto resta sempre vivo perché i soldi entrano nel conto ma non possono uscire. La ditta è una società proficua, quindi l’imprenditore non ci sta, anche per  una questione di principio,  manda all’istituto di credito una comunicazione di diffida e messa in mora a settembre scorso. La banca non risponde alla lettera, ma telefona all’imprenditore e lo invita a chiudere il conto. L’imprenditore ha da sempre rispettato tutte le condizioni e i principi che deve possedere un contraente “sano”  e – tramite il suo legale – chiede un incontro per la mediazione. La banca non si presenta, si rifiutano di mediare. Il legale che rappresenta l’impresa di Anagni chiede a questo punto anche un risarcimento danni per tutto ciò che sta investendo il proprio assistito“.
L’avvocato Emanuele Fierimonte dello studio legale Fierimonte e Formiconi: “Non è difficile immaginare o comprendere quali gravi danni posso aver causato la condotta della banca alla mia assistita, stiamo parlando di una società che lavora e fattura regolarmente”.
Come già detto, questa è una versione dei fatti. Come sempre la redazione di Tg24, rispettando la privacy è disponibile per una replica i rettifica di quanto riportato.
Anna Ammanniti

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