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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Anagni – Consiglio comunale, seduta piuttosto agitata in Sala della Ragione

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Anagni – Consiglio comunale, seduta piuttosto agitata in Sala della Ragione
26 Settembre
16:15 2020
La riunione svoltasi venerdì 25, in orario mattutino, è stata piuttosto vivace, con furiosi battibecco ed accuse affatto velate.

La presenza di tutti i 16 consiglieri (più il sindaco), non è durata; prima della votazione finale Tasca e Ferretti s’erano allontanati per esigenze personali, mentre Tagliaboschi, Di Giulio e Fioramonti abbandonavano. Necci, l’ultimo dei Mohicani … ehm della minoranza (ma ormai nessuno ci crede più), restava e votava a favore della proposta di delibera. Durante la discussione Sandra Tagliaboschi tornava leader dell’opposizione, criticando le azioni della giunta e rimarcando la distanza con Cuori Anagnini, il partito di Pietrucci e dell’assessore Marino. Gli strali della suffragetta del PD erano soprattutto verso quest’ultimo, accusato di tenere un atteggiamento sprezzante e irritante. Alle richieste provenienti da Tagliaboschi & Co. Marino faceva in effetti orecchie da mercante, senza rispondere né replicare. Tanto che qualcuno sussurrava “vabbè, chiederemo lumi al Prefetto”. Il presidente De Luca aveva un bel daffare per ricomporre gli animi; oltretutto, i microfoni funzionavano a singhiozzo, ed essendo pochi richiedevano la sanificazione dopo ogni intervento. Le variazioni di bilancio, unico argomento in due punti all’OdG, vertevano principalmente sulla cifra piuttosto cospicua impegnata per i lavori nelle scuole. Le critiche erano per lo più contro la mancanza di trasparenza (scelta del committente, importo dei lavori specifici …) tenuti segreti sia in commissione (deserta per mancanza di numero legale) che in consiglio. Fioramonti sibilava “non finisce qui …”, e Tasca gli faceva eco. Oltre a Necci ormai sodale con la giunta Natalia, anche Ferretti appariva approdato sulla sponda opposta; al primo punto all’OdG, infatti, si asteneva perché “mancano elementi per votare a favore”. È cambiato il modo di fare politica? Boh.

Jackal

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