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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Anagni – Congresso PD per eleggere il direttivo, i veterani si dissociano

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Anagni – Congresso PD per eleggere il direttivo, i veterani si dissociano
20 Luglio
18:15 2019
Si è svolta questa mattina una conferenza stampa organizzata da alcuni esponenti politici del Partito Democratico cittadino.

I veterani del PD si sono riuniti per spiegare che per il prossimo martedì è stato convocato il Congresso nel quale si eleggeranno il segretario e il direttivo, ma la scelta partendo dalla data per arrivare ad altri aspetti, non è stata partecipata e condivisa da tutti. E’ un periodo di profonda crisi per il Partito Democratico, esce da un commissariamento iniziato subito dopo la sconfitta elettorale del 2018 e le successive dimissioni del presidente Maurizio Bondatti e del segretario Francesco Sordo. Una fase quella del commissariamento che ha gettato ancora di più nell’ombra il Partito Democratico. Zero confronto con l’elettorato, tranne i Congressi regionali e nazionali, nessun’altra iniziativa è stata avanzata in questo periodo. Il PD è sprofondato in una completa fase di stallo e l’improvviso Congresso, stabilito senza condivisione con tutti i tesserati, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ci si sarebbe aspettati la messa in campo della Costituente delle idee, diramata dal presidente Nicola Zingaretti, con la nuova piattaforma per chiamare a raccolta la società italiana sulle proposte del PD per cambiare l’Italia e renderla più verde, giusta e competitiva. La sconfitta locale, ma non solo, l’insuccesso a livello nazionale del Partito denota una scarsa comunicazione con l’elettorato, con la conseguente perdita di contatto con il popolo e il territorio. Il Pd ha bisogno di rinnovamento, di giovani appassionati alla politica che diano il loro prezioso contributo. I veterani del partito a gran voce si distaccano da certi comportamenti, dall’organizzazione senza condivisione. Il Congresso andava approvato dal gruppo, non si possono decidere a tavolino i ruoli da assegnare, in questo modo passa in secondo piano la democrazia. Un comportamento inaccettabile, avallato anche dai vertici provinciali e regionali. Agendo in questo modo non si esce fuori dalla crisi profonda in cui il PD è sprofondato, va rivisto e impostato anche a livello nazionale, il Pd è di tutti e non solo delle classi dirigenziali.

Queste le parole amare dei veterani del partito, persone che hanno messo a disposizione passione ed esperienza, lavoro sodo e dedizione, per molti versi surrogati da nuovi arrivati con un bagaglio abbastanza povero di conoscenza politica. “Rimaniamo stupefatti per il modo in cui si vuole risolvere la crisi del PD di Anagni. Dobbiamo constatare che si è scelto a priori di rinunciare totalmente a una soluzione condivisa e partecipata aperta a tutti. Improvvisamente un gruppo ristretto, nel chiuso di qualche stanza, decide di convocare seduta di convocare seduta stante un’assemblea di iscritti il 23 luglio per eleggere il segretario e direttivo. Nessuna riunione allargata preventiva per avviare un confronto tra tutti gli iscritti su contenuti politici – programmatici e criteri per eleggere il gruppo dirigente; nessuna assemblea pubblica con i cittadini, categorie sociali, giovani, associazioni professionali e culturali, nessuna riflessione su una diversa organizzazione del partito.”

Anna Ammanniti

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