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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Anagni – Cerimonia del 4 novembre, a ricordo e monito (video)

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05 Novembre
17:00 2019
Il discorso del sindaco Daniele Natalia, dopo la deposizione della corona d’alloro al Monumento ai Caduti della Grande Guerra, nella Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate
“A 101 anni dalla Vittoria italiana nella Grande Guerra ci ritroviamo di nuovo qui, in Piazza Cavour, davanti al Monumento eretto in onore dei nostri caduti, per rinnovare quel giuramento di fedeltà alla Patria che già loro, giovani soldati, fecero nelle trincee del 1915-1918.

L’anno scorso, nel discorso per il Centenario della Vittoria espressi un concetto molto semplice: per la prima volta i fanti-contadini e gli ufficiali-borghesi si ritrovarono fianco a fianco nelle difficili ore della guerra trovando nel grigioverde dell’uniforme l’emblema della Nazione che finalmente nasceva.

Il 24 ottobre 1918, con un tempo simile a quello di oggi, veniva lanciata l’offensiva italiana che avrebbe dovuto lavare l’onta di Caporetto, esattamente un anno dopo la disfatta dell’anno precedente. Le nostre truppe il 3 novembre entrarono vittoriose a Trento e Trieste ed il 4 entrò in vigore l’armistizio di Villa Giusti che segnò la nostra vittoria in quel conflitto immane. Fu la vittoria di un popolo in armi, fu la vittoria di tutta l’Italia, una data scolpita nella nostra storia.

Quella guerra, più di tutte la “nostra guerra”, fu la più importante prova collettiva degli Italiani, la prima grande impresa fatta veramente assieme, oltre i dissidi, oltre le disparità sociali, oltre ogni sacrificio. Il Centenario è stata una ricorrenza importante per tutta l’Italia ed anche l’Amministrazione comunale di Anagni ha voluto dare il suo piccolo ma importante contributo. Usciti fuori dalle commemorazioni “istituzionalizzate”, ancora una volta abbiamo voluto sottolineare l’importanza di essere qui oggi, di ricordare prima di tutto a noi stessi, da uomini delle Istituzioni e da semplici cittadini, che il 4 novembre non è una volta all’anno ma ogni singolo giorno perché il fuoco del patriottismo arde sempre; a maggior ragione in questo periodo.
Ricordiamo e celebriamo oggi gli uomini in divisa delle nostre Forze Armate che dalle guerre risorgimentali ad oggi hanno tenuto alto, nella vittoria come nella sconfitta, il tricolore d’Italia e che sono un esempio da seguire per la dedizione fino all’estremo sacrificio che sempre hanno mostrato verso i nostri colori nazionali e verso quella che con un moto d’orgoglio chiamiamo Patria.
Il sano amor di Patria nato nel fango delle trincee, che riempiva le piazze nelle adunate dei reduci e dei loro parenti fino ai primi anni ’80, andrebbe recuperato perché portava con sé l’orgoglio di “essere Nazione”, di “essere Comunità”, di “essere Stato” per l’appunto senza distinzioni di sorta. Le tradizioni nazionali, i legami delle comunità, si cementificano attraverso i simboli ed i miti, forze emotive potenti capaci di trasfigurare nella pratica ciò che aleggia nell’aria, un sentimento comune che si fa storia: l’unità nazionale è uno di questi potenti miti andato, attraverso il sacrificio, ben oltre le aspirazioni dei letterati ed arrivato fino a noi. L’attualità del messaggio del 4 novembre è proprio questa: è un invito, è un monito a non dimenticare, a custodire, a tramandare e, nel sentimento, ad imitare. Buon 4 novembre anagnini, buon 4 novembre italiani.
Viva le Forze Armate! Viva l’Italia!”.

Jackal

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