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Anagni – Approvazione del Bilancio: il prefetto sollecita il sindaco, pena il commissariamento, interviene la minoranza

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Anagni – Approvazione del Bilancio: il prefetto sollecita il sindaco, pena il commissariamento, interviene la minoranza
08 Luglio
12:30 2020
Per l’approvazione del Rendiconto Finanziario 2019, il prefetto ha sollecitato il sindaco per avvenuta scadenza dei termini di legge. Il gruppo della minoranza consiliare con Sandra Tagliaboschi, Nello Di Giulio, Valeriano Tasca, Fernando Fioramonti e Gianluigi Ferretti interviene sull’argomento.

La diffida del prefetto che chiede al sindaco di adempiere alla obbligatorietà dell’atto entro il 22 luglio, al fine di evitare il commissariamento del Comune. Di seguito la nota stampa della minoranza consiliare: “Quando c’è da essere ultimi questa giunta Natalia c’è sempre. Ma a volte, come in questo caso, il rischio è grosso. Del resto, se si è beati ultimi nella gestione dell’emergenza Covid e nella vicenda ‘mascherine’, ultimi nelle misure per il rilancio ed il commercio, ultimi perfino nella gestione utile della ztl, non si poteva sperare che si facesse meglio nell’ approvazione del bilancio entro i termini di Legge (non oltre 30 giugno: art 3 D.Lg. 10 10 2012 convertito in Lg. n 174 del 7 12 2012). È dovuta intervenire l’autorità del Prefetto, con formale diffida del 2 luglio, a richiedere al sindaco di adempiere alla obbligatorietà dell’atto entro il nuovo termine perentorio concesso al 22 luglio, al fine di evitare il commissariamento del Comune e poi “tutti a casa” (gli atti di bilancio devono essere depositati almeno 20 giorni prima della loro discussione in consiglio comunale fissato, giusto appunto in extremis al prossimo 22 luglio). Nulla significa per gli anagnini “ma anche alcuni altri…” Anagni ha un sindaco che è persona iperattiva nel rilasciare dichiarazioni ed interviste piene di poco, così come il suo assessore al bilancio (che a dicembre si lodava in consiglio comunale come esempio di efficienza) non perde occasione alcuna per il solito selfie da poter popolare pagine Facebook. Del resto i cittadini ben vedono che la città va avanti da sé o, ancor meglio, torna indietro da sé. Non approvare il bilancio di rendiconto nei termini significa che, nell’anno in corso, i servizi e le infrastrutture, il verde pubblico ed il decoro, le attività e la tutela del territorio, l’efficienza amministrativa, la programmazione ed i diritti dei cittadini sono argomenti rimandati o ‘contingentati’, argomenti che arrivano dopo. Prima il tempo della propaganda, dopo tutto il resto! Due anni di amministratori fantasma e competenze inesistenti rischiano di ripiombare Anagni in un sistema di gestione di antica memoria di cui sembrerebbe sentir addirittura rivendicarne continuità. Anagni non può permettersi né l’immobilismo e né, tanto meno, tornare indietro. La sofferenza di tanti cittadini in questo periodo post-Covid, le difficoltà di futuro per le nuove generazioni esige amministratori capaci, affidabili, che abbiano voglia di lavorare. Amministratori che sentano il dovere di servire  con dedizione la città più che campeggiare su Facebook  o ritrovarsi ai tavoli di un bar.”

Anna Ammanniti

 

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