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Alvito – Vìolano il contratto stipulato con la Sapienza, il Comune dovrà pagare 225mila euro in rate fino al 2028

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Alvito – Vìolano il contratto stipulato con la Sapienza, il Comune dovrà pagare 225mila euro in rate fino al 2028
19 Novembre
19:32 2019

 

 

 

Disappunto ed amarezza tra i cittadini per un debito delle casse comunali pari a circa 225 mila euro che poteva essere evitato. In molti ricorderanno la convenzione stipulata nel 2006 tra il Comune di Alvito, guidato allora dal sindaco Giovanni Diego Ferrante, e l’Università degli Studi La Sapienza di Roma, grazie all’intermediazione dell’Associazione di Promozione Sociale FM 119.9 di Atina.

In quell’anno, il patto di collaborazione stipulato era stato presentato e promosso come un’occasione imperdibile per la crescita del paese, vocato da sempre alla cultura e in seguito alla quale Alvito sarebbe divenuta sede del Corso di Laurea in Tecniche della prevenzione sui luoghi di lavoro, erogato dal prestigioso Ateneo romano.

E fin qui, l’idea progettuale non sembrava niente male.

Poi, sempre sulla base di questa convenzione, il Comune di Alvito si impegnò di fatto a versare nelle casse della Sapienza quasi 50mila euro all’anno, per otto anni: una cifra considerevole, che veniva però giustificata con la certezza di un guadagno in prospettiva di medio-lungo periodo, quando la presenza consolidata di un’istituzione universitaria avrebbe portato un beneficio, anche economico, per tutta la comunità. A tal riguardo il Gruppo di Opposizione Alvito Bello è tornato a far sentire la propria voce su un progetto di cui si era già dibattuto.

“In sostanza – spiega Paola Iacobone, Consigliere capogruppo di Alvito Bello – si è trattato di un investimento importante, se non fosse che, al di là di qualche breve corso temporaneo, il progetto non si è mai concretizzato. Inoltre, dopo aver versato appena tre rate, l’Amministrazione Comunale, a capo della quale, nel frattempo, era arrivato l’attuale primo cittadino Duilio Martini, decise inspiegabilmente di sospendere il pagamento della quota dovuta, violando palesemente il contratto stipulato. Nonostante i ripetuti solleciti, il Comune ha continuato a mostrarsi inadempiente, fino a quando, nel 2015, l’Università riuscì ad ottenere dal Tribunale un’ingiunzione di pagamento a carico della suddetta Associazione e del Municipio stesso. Ed ecco che, in questi giorni, siamo arrivati all’epilogo della vicenda, il peggiore che potessimo immaginare. L’epilogo che, durante la campagna elettorale, la nostra lista aveva denunciato pubblicamente, mentre il sindaco Martini minimizzava la vicenda. Dopo la prevedibile sconfitta nelle aule giudiziarie, sancita qualche mese fa con un’ordinanza di pagamento di oltre 224mila euro, apprendiamo oggi che il Comune di Alvito, per limitare i danni, si è ritrovato a dover stipulare un accordo di dilazione con la Sapienza. In forza di questo accordo (approvato con la Delibera di Giunta 109/2019, resa pubblica in data odierna sull’albo pretorio), il comune dovrà versare nelle casse dell’università capitolina ben 224.952 euro: una cifra notevole per un piccolo centro, che sarà spalmata in un arco temporale di ben dieci anni, in ‘comode rate’ di 23mila euro l’anno. Ancora una volta, ci ritroviamo a fare i conti con i risultati della cosiddetta ‘esperienza’, rivendicata con orgoglio dai nostri Amministratori comunali. La stessa esperienza che ha condotto il paese nelle condizioni in cui si trova tuttora, fra degrado diffuso, decoro urbano carente, strade dissestate, tombini ostruiti e disservizi vari alla cittadinanza. E così, ecco che ci ritroviamo di fronte ad un nuovo debito fuori bilancio, il cui peso cadrà ovviamente sulla collettività.. Per quanto ci riguarda, come lista civica e gruppo consiliare di opposizione, continueremo a lavorare per il bene della comunità, ma rimane il fatto che fino alla fine del 2028, il Comune e i cittadini saranno costretti a pagare”.

Caterina Paglia

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