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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Alatri – Si arrampica e prende a calci il cancello della caserma dei Carabinieri per chiedere “Giustizia”

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Alatri – Si arrampica e prende a calci il cancello della caserma dei Carabinieri per chiedere “Giustizia”
17 Febbraio
19:30 2019
Episodio eclatante e non privo di attimi di preoccupazione presso il Comando dei Carabinieri di Alatri. Un uomo per chiedere giustizia per se stesso si arrampica sul cancello d’ingresso.

Il personale del locale Comando Stazione Carabinieri, congiuntamente a personale del Comando Stazione Carabinieri di Vico nel Lazio e del N.O.R.M. – Aliquota Radiomobile, traevano, infatti, in arresto un 38enne di cittadinanza rumena ma residente ad Alatri, (già gravato da vicende penali per reati inerenti la prostituzione, furto, estorsione, oltraggio e violenza a pubblico ufficiale, lesioni ed attualmente sottoposto all’obbligo di dimora in Alatri) poiché colto nella flagranza dei reati di “violenza e minaccia a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato su edifici pubblici e porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere”.

L’uomo, nella serata di ieri, sabato 16 febbraio, presentatosi una prima volta presso gli uffici del Comando Stazione Carabinieri di Alatri lamentando l’avvenuta notifica di un atto giudiziario, decideva di andare via e, poco dopo faceva ritorno presso lo stesso Comando Arma, arrampicandosi sul cancello di ingresso della caserma, chiuso in quel momento. Nonostante i numerosi inviti da parte dei militari presenti, si rifiutava di scendere anzi, contestualmente e volontariamente, con dei calci spaccava le guide in gomma del cancello rendendolo non più funzionante. Nel corso della sua protesta, inoltre, esibiva un foglio con la scritta “GIUSTIZIA PER ME” urlando, nei confronti dei militari intervenuti di “non voler scendere dal cancello se non fosse stata annullata la disposizione notificatogli ed emessa dalla competente A.G.” e minacciando sia militari nonché il personale del 118 e del 115 nel frattempo intervenuti, di non avvicinarsi ne di tentare azioni risolutive, facendo intendere che vi era la possibilità che si sarebbe tolta la vita.
Solo dopo alcune ore, i militari operanti, riuscivano a calmarlo e lo convincevano a scendere dal cancello e, quindi, a trarlo in arresto.
Espletate le formalità di rito, l’uomo veniva trasportato presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari, così come disposto dalla competente autorità giudiziaria.

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